Italia
Strage di Viareggio,42 imputati rinviati a giudizio
Ecco la decisione del giudice Alessandro Dal Torrione: oltre a Moretti, vanno a processo - che inizierà il prossimo 13 novembre - altri 32 dirigenti e funzionari delle società del gruppo ferrovie e delle ditte proprietaria del carro o di manutenzione e 9 società fra le quali quelle del Gruppo Fs. I familiari delle vittime: "Decisione frutto di prove schiaccianti" VIDEO Il dossier sulla strage

VIAREGGIO. Tutti gli imputati, 33 persone fisiche e 9 società sono state rinviate a giudizio. È questa la decisione del gup di Lucca, Alessandro Dal Torrione, sul procedimento per la strage di Viareggio che il 29 giugno del 2009 provocò 32 vittime. Dunque, vanno a processo - che inizierà il prossimo 13 novembre - l'ad di Fs, Mauro Moretti, dirigenti e funzionari delle società del gruppo ferrovie e delle ditte proprietaria del carro o di manutenzione. ''Non ho niente da dire''. Così l'amministratore delegato di Fs commenta il rinvio a giudizio a suo carico per la strage di Viareggio. Gli imputati sono stati rinviati a giudizio per tutte le accuse formulate dalla Procura. Fra i reati ipotizzati, il disastro ferroviario colposo, l'incendio colposo, l'omicidio e le lesioni colpose plurime. Ad alcuni imputati sono state contestate anche violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il processo si aprirà il 13 novembre a Lucca. La strage di Viareggio avvenne il 29 giugno del 2009: un treno carico di gpl deragliò attraversando la stazione, alcune cisterne si ribaltarono e una si squarciò. Il gas fuoriuscito esplose devastando un quartiere e uccidendo 32 persone.
LEGGI ANCHE Il memoriale delle 32 vittime della strage - Il disastro sulle pagine del Tirreno
GLI IMPUTATI
I nomi di Ferrovie: Mauro Moretti, amministratore delegato del Gruppo (capi d'accusa: ; Michele Mario Elia, amministratore delegato di Rfi; Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia; Gilberto Galloni, amministratore di Fs logistica; Mario Castaldo, direttore della Divisione Cargo di Fs. Due nominativi tutti toscani: Calogero Di Venuta, responsabile Direzione compartimentale Firenze Movimento e infrastruttura, che all'epoca del disastro si era appena insediato; Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta. Emilio Maestrini, all'epoca del disastro era il responsabile della Direzione ingegneria, sicurezza e qualità di Trenitalia. Enzo Marzilli è a capo di una direzione tecnica di Rfi e responsabile del progetto Frecciarossa. E ancora nella "squadra" di Rete ferroviaria si contano: Giorgio Di Marco, ex direzione tecnica; Mario Testa, direzione tecnica; Giovanni Costa, management direzione tecnica; Alvaro Fumi, responsabile dell'Istituto sperimentale di Rfi; Francesco Favo, direzione tecnica Rfi-Cesifer (Certificazione sicurezza imprese ferroviarie); Stefano Rossi, microstruttura materiali d'armamento Rfi; Giulio Margarita, all'epoca del disastro direzione tecnica Rfi. Oggi passato all'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Per le altre società del Gruppo, sono indagati: Salvatore Andronico, divisione logistica di Trenitalia; Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs (bilancio 2007), e di Italferr (bilancio 2009).
La senatrice Granaiola a Napolitano: "Revocare il cavalierato a Moretti"
Alla Cima riparazioni appartengono Giuseppe Pacchioni, amministratore delegato e Paolo Pizzadini, tecnico Cima riparazioni.
Tra gli indagati stranieri i dirigenti di Gatx Austria, Gatx Germania, Gatx Polonia, e Officina Jungenthal di Hannover: Johannes Mansbart, amministratore delegato Gatx Rail Europe e presidente Gatx Rail Germany; Peter Linowski, responsabile tecnico della Gatx Rail Germany; Roman Mayer, responsabile tecnico Gatx Rail Austria; Matthias Barth, Gatx Rail Poland; Rainer Kogelhaiede, manager Gatx Beteiligungs Gmbh Hannover; Andreas Carlsson, manager Jungenthal Waggon Gmbh di Hannover; Uwe Kriebel, officina Jungenthal di Hannover; Andreas Schroter, officina Jungenthal di Hannover; Joachim Lehamann, officina Jungenthal di Hannover. Indagati anche Daniele Gobbi Frattini, Massimo Vighini, Andreas Barth,Uwe Koennecke.
IL COMMENTO La lancia dell'arcangelo di F. Brancoli
Oltre che per i 33 imputati il gup di Lucca ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per illecito amministrativo per 9 società, fra le quali quelle del Gruppo Fs, la Gatx, proprietaria del carro, la Jungenthal, che lo revisionò, e la Cima, che lo montò. Anche per loro il processo si aprirà il 13 novembre.
VEDI ANCHE: Il salvataggio di Leonardo - L'alba sui binari - Le immagini dall'elicottero - La notte in via Ponchielli - La reazione nella sede della Croce Verde
LA REAZIONE DEI FAMILIARI
I familiari delle vittime erano arrivati in corteo al polo fieristico di Lucca (FOTO), portando striscioni con le foto delle vittime e con la richiesta di "verità, giustizia, sicurezza per Viareggio". Claudio Menichetti, padre di Emanuela morta nel disastro, commmenta così il rinvio a giudizio dei 33 imputati: "Un processo che si doveva fare, viste le prove schiaccianti della procura". "Ora Moretti deve fare non uno ma due passi indietro, anzi, devono farglieli fare perche' da solo non li farà''.
Lo ha detto Riccardo Antonini (nel video a fianco), il ferroviere licenziato, che nell'ambito dell'udienza preliminare per la strage di Viareggio ha svolto un ruolo di consulente per la Cgil e per alcuni familiari delle vittime. Parlando del rinvio a giudizio dei 33 imputati, fra i quali l'ad di Fs Mauro Moretti, Antonini ha poi aggiunto: ''Le carte parlano chiaro, ce l'abbiamo messa tutta perchè fossero carte scoperte e non, come avvenuto in altri casi, coperte''. Intanto i familiari delle vittime annunciano che scriveranno una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinchè tolga il cavalierato all'ad di Fs Mauro Moretti.
LE REAZIONI DI FS E DEL LEGALE DI MORETTI
"Prendiamo atto di una decisione deludente''. E' il commento dell'avvocato Ambra Giovene, difensore di alcuni dirigenti di Rfi, alla decisione del gup di Lucca che ha rinviato a giudizio i 33 imputati nel procedimento per la strage di Viareggio ''Ci saremmo aspettati un'applicazione delle regole più rigorosa - ha continuato l'avvocato - il giudice non se l'è sentita di prendere una decisione sugli imputati e ha fatto una scelta non mediatica ma di prudenza''. Altri difensori di dirigenti di società del gruppo FS hanno poi spiegato che ''la Procura ha contestato dei reati colposi che, anche alla luce del decreto Fare, non determinano sospensioni dalla carica per i dirigenti delle società''.
"Confido che il processo potrà diradare i dubbi, quelli che hanno fatto prevalere la scelta dibattimentale''. E' il commento dell'avvocato Armando D'Apote, difensore dell'Ad di Fs, Mauro Moretti, ai rinvii a giudizio per la strage di Viareggio. ''L'accusa si basa anche su una serie di questioni tecniche, come la velocità o le barriere protettive che, nel dubbio, il gup ha ritenuto opportuno vengano chiarite in dibattimento - ha aggiunto l'avvocato - Noi dubbi non ne abbiamo''. Il legale ha poi spiegato che, alla luce del fatto che i reati sono colposi, ''formalmente'' il rinvio a giudizio non ha ripercussioni sull'incarico di Moretti.
▶ TUTTI GLI ARTICOLI SULLA STRAGE DI VIAREGGIO
IL SOTTOSEGRETARIO D'ANGELIS: MENO INCIDENTI DAL 2009
“A 4 anni dalla strage di Viareggio la ricerca della verità e della giustizia è l'obiettivo che unisce familiari delle vittime e istituzioni. L’Italia ha imparato la lezione di quella tragedia costata 32 morti, feriti e distruzioni e molto è cambiato grazie alle 11 raccomandazioni emanate dal Ministero Infrastrutture e Trasporti che regolano oggi la sicurezza nel settore dei trasporti pericolosi. Regole e controlli hanno fatto diminuire drasticamente gli incidenti: nel 2009 si erano verificati oltre 50 casi di perdita di merci pericolose, le misure adottate hanno portato tra il 2009 e il 2012 ad abbattere del 77% questa tipologia di incidenti". Così il sottosegretario sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis. "Il ritardo abbastanza sconcertante lo registriamo invece nelle normative e nei regolamenti europei sia per la tracciabilità delle operazioni di manutenzione (la scarsa manutenzione è causa o concausa del 39% degli incidenti gravi legati agli aspetti tecnologici del trasporto ferroviario come i deragliamenti), sia nella catena dei controlli della attività di periodica manutenzione e delle responsabilità operative. Basti pensare che il carro del treno esploso a Viareggio era polacco, altri 13 erano delle Ferrovie tedesche, le cisterne dalle quali è fuoriuscito il gas erano di proprietà di una multinazionale americana e avevano le insegne di una società austriaca. Almeno in materia di sicurezza ferroviaria e di trasporto materiali pericolosi è l’Europa ad essere sotto osservazione dell'Italia e noi siamo il Paese più determinato nel voler garantire, anzi imporre, a livello continentale la fine della deregulation delle scarse manutenzioni e dei finti controlli”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

