Il Tirreno

Versilia

Senza lavoro addio casa Decine di sfratti al mese

di Donatella Francesconi ; di Donatella Francesconi
Senza lavoro addio casa Decine di sfratti al mese

Sono circa 150 da qui all’autunno quando arriveranno le nuove sentenze Il Sunia-Cgil: ecco come il Comune può e deve fare la propria parte

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VIAREGGIO. «La situazione degli sfratti è drammatica». Poche parole, per raccontare - con l’esperienza del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil - una città nella quale sta esplodendo un’emergenza casa per la quale nessuno ha soluzioni. Sono circa 30-40 gli sfratti per morosità ogni mese. Certo, non tutti esecutivi. Ma, comunque, sul tavolo degli ufficiali giudiziari. «Decine e decine di sfratti matureranno da qui ad ottobre prossimo», è l’allarme del Sunia. Dalle forze del’ordine all’amministrazione comunale sarebbe arrivato il numero di 150 entro l’autunno. Ai quali si vanno ad aggiungere - ricorda il Sunia - quelli delle case popolari occupate o nelle quali si vive senza averne titolo. Senza contare che si è fermato il meccanismo che ha portato agli sgomberi nei mesi scorsi, ma è uno stop solo temporaneo. In questo quadro - continua la Cgil - «è necessario che le istituzioni, Prefettura e Comune in particolare, facciano ciò che è nei loro poteri per alleggerire il più possibile la tensione abitativa che è diventata ormai una questione non solo sociale, ma anche di ordine pubblico». Al punto che non c’è sfratto che non ve4da l’impiego di camionette e grande spiegamento di forze dell’ordine.

Sfratti per morosità - ricorda il Sunia - dovuti alla crisi: le famiglie perdono il lavoro e non sono più in grado di pagare affitti che in città vanno dagli 800 euro in su. Oppure i figli disoccupati non possono più sostenere l’affitto di genitori che vivono con la pensione sociale. Ma anche pensionati che si ritrovano a fare i conti con figli da sostenere all’improvviso. Così allo sportello del Sunia, in Camera del lavoro, così come a quelli dell’Unione inquilini e agli uffici del sociale in Comune si susseguono le storie: quelle di persone che mai avrebbero pensato di ritrovarsi in queste condizioni «che raccontano di mangiare solo perché vanno alla mensa dei poveri, o al Germoglio, o vivono degli aiuti delle Parrocchie». Per non parlare di chi «vive in macchina. Magari non sempre: ma un po’ in auto e un po’ da qualche amico o parente...».

Se non c’è il coraggio di sospendere gli sfratti almeno nel periodo estivo - insiste il Sunia - come è stato fatto in altre città ad alta tensione abitativa, sarebbe opportuno che l’uso della forza pubblica nell’esecuzione degli sfratti fosse concesso dalla Prefettura soltanto in limitate e specifiche situazioni da valutare tramite apposita commissione. Senza lasciare che il rinvio dello sfratto sia, volta volta, affidato solo alla sensibilità del singolo ufficiale giudiziario e del singolo proprietario».

Ma l’allarme del sindacato inquilini della Cgil è rivolto anche al Comune e alla nuova amministrazione che vede sindaco Leonardo Betti: vanno «accelerate le procedure per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di nuova costruzione o quelli lasciati liberi da altri assegnatari» e devono essere «utilizzati in modo pieno e tempestivo i fondi assegnati dalla Regione come contributo all’affitto o per l’eliminazione degli sfratti in corso». Inoltre, «è urgente una modifica del bando per l’emergenza che, così formulato, esclude dall’assegnazione chi è soggetto agli sfratti di morosità».

L’ultima richiesta per l’amministrazione comunale riguarda un serio intervento sul mercato degli affitti: «Sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale si mettesse in testa di cercare di incentivare il mercato delle locazioni a canone controllato».

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