Il Tirreno

Versilia

Così la mia casa sarà messa all’asta per via di un cavillo

di Matteo Tuccini
Così la mia casa sarà messa all’asta per via di un cavillo

Cerca di vendere la propria abitazione ma rimane vittima di una clausola: «Se non trovo 25mila euro la pignorano»

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VIAREGGIO. Come perdere la propria casa per via di un cavillo. È la storia, incredibile eppure vera, di un 37enne che aveva messo in vendita la propria abitazione. E che adesso, per colpa di una clausola inserita nel contratto preliminare con l’acquirente (la vendita poi è andata a monte) rischia di veder pignorare e mettere all’asta l’immobile.

A raccontare la propria vicenda al Tirreno è Diego Ceciarini, bagnino viareggino che abita da qualche tempo a Camaiore. «Circa un anno fa - dice Diego - ho deciso di mettere in vendita la casa acquistata con 5 anni di risparmi del mio lavoro e con le liquidazioni dei miei genitori. Come si fa d’abitudine utilizzo diversi canali, tra cui un’agenzia immobiliare. Che dopo qualche settimana mi avverte che c’è un’offerta». La famiglia interessata all’immobile fa una prima proposta d’acquisto: secondo Diego, la cifra è bassa. Perciò chiede all’agente di farlo presente agli aspiranti compratori.

Dopo poco tempo arriva una nuova offerta, e le due parti concordano: l’affare si fa. La proposta d’acquisto, quindi, deve essere riformulata con la nuova cifra e alcune indicazioni che mancavano nella prima stesura. A quel punto, però, secondo Diego avviene anche un’altra variazione.

«In pratica - racconta - viene inserita una clausola che impone il pagamento all’agenzia immobiliare di 25mila euro di provvigione, a prescindere dal fatto che l’affare vada o meno in porto». Nonostante, infatti, nel preliminare si scriva che la vendita è condizionata dalla concessione del mutuo bancario al compratore, nella clausola si fa presente che la mediazione dell’agente immobiliare viene considerata già realizzata. E quindi deve essere ricompensata. Inoltre, si specifica che le due parti (acquirente e compratore) riconoscono con il preliminare di avere un debito nei confronti dell’agente, ammontante appunto a 25mila euro. Secondo il contratto, quei soldi devono essere versati o a metà, oppure da uno dei due debitori.

Va detto che Diego commette un’ingenuità che - a essere onesti - può capitare a tutti: invece di leggere la proposta d’acquisto riformulata, se la fa riepilogare in agenzia immobiliare. Lo stesso, peraltro, fa anche l’aspirante compratore. I due, perciò firmano il preliminare e quindi accettano, di conseguenza, i termini dell’accordo. Accordo che poi naufraga, perché l’acquirente non ottiene il mutuo dalla banca. «Non voglio nascondermi dietro a un dito - dice Diego - so di non aver fatto tutto come avrei dovuto. Purtroppo è capitato, e non passa giorno in cui non mi senta responsabile. Ma questo non cambia la sostanza della vicenda. E non cambia il fatto che mi sono ritrovato in una situazione assurda e drammatica. Perché io quei soldi non li ho».

L’agenzia, infatti, non è stata pagata. E quindi - dopo un’ingiunzione del tribunale - ha inviato la richiesta di pignoramento sia a lui che al mancato compratore. «Abbiamo chiesto, tramite i nostri avvocati, di sospendere il pignoramento - dice Diego - ma il giudice non l’ha concesso. Di conseguenza rischio che da un giorno all’altro il tribunale mi tolga la casa. A quel punto, non saprei che fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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