Il Tirreno

Versilia

Strage, la parola a Trenitalia «Rispettate tutte le regole»

di Donatella Francesconi

L’avvocato Mittone: i controlli visivi previsti non avrebbero scovato la cricca Ed il noleggio del carro è avvenuto seguendo le normative europee

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VIAREGGIO. Sicuramente il legale, tra i difensori degli imputati legati a Ferrovie, con il maggior stile.Alberto Mittone, torinese, che nel processo per il rogo alla Thyssenkrupp è l’avvocato della Provincia di Torino, è stato il protagonista della giornata di ieri, penultima nell’udienza preliminare per dare voce ai legali dei 33 imputati.

L’avvocato - sempre presente in aula al Polo fieristico di Lucca - ha preso la parola per difendere il proprio assistito, Mario Castaldo, finito nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Lucca, in qualità prima di amministrazione delegato di Cargo Chemical Srl e poi di responsabile della Businness Unit “Industrica Chimica e Ambiente” di Fs Logistica, oltre che direttore della Divisione Cargo di Trenitalia.

«Il trasporto riguarda Trenitalia», ha spiegato l’avvocato, con un intervento che ha riscosso i complimenti dei colleghi per la chiarezza: «Ma quali controlli dovevano essere fatti? Nessun controllo di tipo anticipato. Perchè il carro proveniente dall’estero, quando si affaccia in Italia, si presenta marchiato, timbrato, e colui che lo riceve in ambito nazionale sa che può circolare liberamente. La marchiatura si chiama Riv (Regolamento internazionale dei veicoli) e garantisce, assicura e determina affidamento in colui che lo riceve». Il carro, insomma, «si presenta come omologato, immatricolato secondo i crismi del Paese di provenienza. Chi riceve il carro verifica se il piano di manutenzione è rispettato e se la data di scadenza non è stata oltrepassata».

A Castaldo la Procura guidata da Aldo Cicala imputa di «aver utilizzato il carro (quello sviato per il cedimento dell’assile, ndr) quale attrezzatura di lavoro non correttamente manutenuta». Ma anche di «avere omesso di far verificare l’adeguatezza o meno dei controlli effettivamente eseguiti sull’assile numero 98331 affidati dalla noleggiante Gatx Rail Austria all’officina Jungenthal» e di «non aver previsto nel contratto di noleggio e di utilizzazione del carro, e comunque non aver preteso dalla società noleggiante, l’adozione di standard di manutenzione» per il carro cisterna che è poi deragliato provocando la morte di 32 persone, numerosi feriti, un pezzo di quartiere distrutto.

Alberto Mittone ha posto in aula la domanda sul comportamento del trasportatore, invocando le regole europee: «Esiste la visita tecnica dopo la visione dei documenti: accertamento fisicità del carro, visita completa di origine Vco, visita esterna per valutare conformità». Tutte operazioni che «non hanno strumenti per verificare vizi occulti». E - aggiunge l’avvocato - «nessuno dei controlli per chi riceve un carro con le caratteristiche descritte sarebbe stato capace di riconoscere una cricca». Il che, pensando al complesso sistema di regole europee più volte invocato nell’arringa dell’avvocato torinese riporta dritti al quadro disegnato con il pennello di Picasso dall’ispettore superiore Angelo Laurino: tra officine e binari d’Europa tutti sembrano guardare tutto e tutto controllare, in realtà sembra più un gran teatro che un sistema efficace nel garantire la sicurezza.

E, se è vero che «la regola è stata rispettata», come ha più volte sottolineato Mittone, la tragedia che Viareggio ancora piange anche su questo dovrà pur insegnare qualcosa.

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