Il presidio
Soldi spariti dall’azienda Assolta l’impiegata
Giovanna Bartelloni, ex dipendente di una concessionaria, era accusata di essersi intascata 250mila euro in tre anni. Il giudice: non è colpevole
MASSAROSA. Era stata accusata dall’ex datore di lavoro di essersi intascata oltre 250mila euro in due anni. Ma per Giovanna Bartelloni, 54 anni, un ex dipendente della concessionaria Dedo Larini di Montramito ora è arrivata l’assoluzione con formula piena. Come ha stabilito ieri mattina il giudice monocratico del tribunale di Viareggio Nidia Genovese, la donna, assistita dagli avvocati Paolo Quadrella e Sonia Mannella, è stata infati assolta «perché il fatto non sussiste». Alla lettura della sentenza l’imputata ha commentato: «È la fine di un incubo». Ora gli avvocati della donna stanno valutando se portare avanti una causa di lavoro contro l’azienda: quando scoppiò il caso la Bartelloni, che aveva lavorato per oltre 20 anni per la concessionaria occupandosi dell’amministrazione, fu costretta a dimettersi.
La vicenda. A far partire tutto fu la segnalazione di un altro dipendente dell’azienda. Da lì il titolare della concessionaria Dedo Larini aveva fatto cominciare un serie di accertamenti su alcune somme in contanti prelevate dalla banca (in molti casi subito dopo essere state versate) e poi, secondo gli accusatori, “sparite”. I sospetti erano caduti sulla donna, visto che quasi tutti i pagamenti per le auto vendute passavano dalle sue mani e anche i pagamenti ai fornitori e ai dipendenti, almeno in parte, venivano gestiti dalla Bartelloni. Così nella primavera 2009 Larini aveva presentato una denuncia. Alla fine la donna era stata accusata di appropriazione indebita e falso. Quest’ultima imputazione per aver posto delle firme considerate false su alcune distinte: ma un grafologo sentito dal giudice ha stabilito che quelle firme non erano opera della Bartelloni. La difesa della donna ha fatto notare come per molte di quei prelevamenti esistessero ricevute e corrispondessero a pagamenti fatti ai fornitori. «Chi intende rubare non lascia così tanti segni», hanno sottolineato in aula detto gli avvocati Quadrella e Mannella. Per la difesa tutti quei passaggi di denaro facevano parte del “modus operandi” amministrativo dell’azienda.
Un dibattimento “prolungato”. Dopo la sua requisitoria finale il pm Enrico Corucci aveva chiesto per la Bartelloni una condanna a 3 mesi di reclusione. Ma il giudice ha atteso prima di emettere la sua sentenza, chiedendo un supplemento di istruttoria per sentire i commercialisti che negli anni in esame avevano tenuto la contabilità della concessionaria.
L’assoluzione. Alla fine ieri mattina è arrivata l’assoluzione. Il giudice ha accolto in pieno le richieste della difesa. Ora si attenderanno le motivazioni per eventuali ricorsi in appello. Mentre i difensori della donna valutano la causa di lavoro.
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