L’esame di maturità disturbato dalla verifica post sisma
TESORI SPRECATI/1 Perché Viareggio ignora Biancalana? Finalmente alcune opere di Inaco Biancalana hanno trovato la loro giusta collocazione e cioè al Museo Nazionale di Villa Guinigi, a Lucca,...
TESORI SPRECATI/1
Perché Viareggio
ignora Biancalana?
Finalmente alcune opere di Inaco Biancalana hanno trovato la loro giusta collocazione e cioè al Museo Nazionale di Villa Guinigi, a Lucca, temporaneamente perché in autunno verranno traslocate nel Museo Nazionale di Palazzo Mansi. Queste opere finite al Museo Lucchese hanno una storia che ci lascia incredibilmente perplessi e tristi. Le opere erano state commissionate ad Inaco per ornare il bellissimo negozio di Pasticceria che il signor Grazzini gestiva a Viareggio. Il signor Graziano Grazzini fece una precisa richiesta all'artista... le sculture dovevano avere soggetti dell'antica Roma; Inaco si rifiutò decisamente di eseguirle: non erano suoi soggetti preferiti. Non sentiva quel tipo di rappresentazione insomma non li avrebbe eseguiti, malgrado le insistenze del committente. Allora il Grazzini gli disse che quando era bambino andava allo studio di Inaco e di nascosto lo guardava lavorare. A questo punto Inaco capitolò e scolpì quei meravigliosi pannelli. Dicevo della perplessità che mi ha lasciato la storia: il signor Grazzini si presentò in un ufficio comunale offrendo gratuitamente, dopo diversi anni, queste operé, ma la risposta fu negativa, medesimo risultato alla Gamc che le avrebbero ammucchiate in una stanza in attesa di qualche collocazione. Naturalmente Grazzini si rifiutò e si rivolse al Museo Nazionale di Villa Guinigi. Le opere furono subito accettate e l'inaugurazione è stata il 7 giugno scorso con la partecipazione di tre grandi storici dell'arte: l'architetto Giovanni Stolfi soprintendente, Antonia D'Aniello, direttrice del Museo e Silvestra Bietoletti, storica dell'arte di Firenze. Non sto a ripetere le parole di elogio, perché non ne sarei capace, ma furono di meraviglia per le sculture eccezionali e per l'autore. I tanti ringraziamenti mi colpirono ed io sentii che veramente Inaco aveva trovato il suo giusto luogo per la sua memoria, luogo che sarà visitato da migliaia di persone. L'esposizione durerà fino al 28 settembre, dopo sarà trasferita al Museo Nazionale di Palazzo Mansi, sempre a Lucca. Che posso dire di lui: viareggino doc che per amore non si volle mai allontanare dalla sua città e dalla sua famiglia. Nelle sue opere egli congiunge l'amore celeste, l'amore per la sua gente di mare che portano nei luoghi più lontani la bellezza dei nostri velieri, le angosce delle loro spose in attesa del loro ritorno, amore per le semplici anime che allora popolavano la Darsena, amore per i figli e l'adorata moglie, immortalata nelle sue bellissime maternità; scolpì Cristi agonizzanti che toccano il cuore. Raro artista, raro uomo d'amore toccante e sublime semplicità della natura; dalle sue mani uscì tutto questo e tanto altro. Indimenticabile percorso d'armonia. Questo Viareggio non l'ha capito del tutto e questo coinvolge anche opere di altri artisti viareggini.
Noemi Benedetti
TESORi SPRECATI/2
Bisogna andare fuori
per far valere l’arte
Perché questa città sta dormendo? Perché per far conoscere l'eredità di questa città bisogna andare da altre parti? Perché poco ci si occupa dei nostri artisti e di tutto il bello che c’è qui? Perché quando ci sono persone che vogliono dare opere d'arte al Museo di Viareggio si risponde "non abbiamo posto", parlo di opere di Inaco Biancalana, l'unico luogo dove la Gamc metteva alcuni suoi pannelli bellissimi era il magazzino. Il Museo nazionale di Villa Guinigi a Lucca non ha avuto questo problema: dieci pannelli scolpiti da Inaco hanno trovato subito posto nel Museo e, orgogliosamente, dopo una stupenda inaugurazione il 7 giugno scorso e per tutta l'estate, fino al 20 settembre, saranno in mostra nel Museo, dopo di che firanno nell'altro Museo Nazionale di Palazzo Mansi, sempre a Lucca. La direttrice dei Musei, il sovrintendente, la critica d'arte Silvestra Bietoletti hanno detto cose meravigliose dell'artista Inaco e delle sue opere. I dirigenti di questo Museo amano il proprio lavoro e vogliono che il Museo cresca... e a Viareggio? Il giorno prima dell'inaugurazione ho sentito al telegiornale della Versilia quanto siamo orgogliosi di questo evento, Mi aspettavo che riprendessero qualcosa dell'inaugurazione e della mostra, perché no?
Barbara Krol
LA DENUNCIA
Troppi sprechi
all’ospedale
Chi le scrive è un pensionato di sessantatrè anni, un paziente affetto da tumore mesotelioma pleurico da amianto . Invalido di lavoro ma autosufficiente. La mia denuncia ma soprattutto che voi vi rendiate conto , che quando un malato di tumore viene in ospedale non viene per divertirsi o a perdere tempo. Io vado sempre da due anni al day ospital oncologico – dove mi vengono fatte terapie antitumorali. Le infermiere e i dottori sono ammirevoli per dedizione, alcuni di loro sono precari, ma per colpa della cattiva organizzazione non vengono messi in condizione di operare al meglio. Io sono un cittadino che paga il cinquantatré per cento delle tasse per mantenere il baraccone dei mangioni, pago il ticket delle prestazioni e dieci euro per la copia delle immagini. Ma vorrei che mi fosse dato un servizio per quello che pago, cosa questa che però non avviene affatto.
Mi spiego: mi alzo alle 6,45 per essere in ospedale alle 7,30, mi viene fatto il prelievo, poi aspetto i risultati poi alle nove vado alla visita per poi fare la terapia. Ma siccome c’è un solo medico e già questo comporta dei ritardi per smaltire la mole dei pazienti che ci sono. Se poi ci sono delle emergenze sparisce anche l’unico medico. Così comincia il calvario di attesa e di stress nervoso per noi poveri pazienti. Allora meno sprechi ci sono più sono le risorse a disposizione, per i medici e infermieri in favore dei pazienti. Ecco alcuni sprechi che ho notato quando giro per i corridoi: uffici vuoti, luci accese, computer accesi. Sarebbe utile porre rimedio a questa incresciosa situazione. L’ospedale non è la Fiat, noi pazienti non siamo pezzi di ricambio di un motore, non si possono fare utili sulla pelle dei malati. Non ci costringete a fare cose che sarebbe meglio evitare per avere un diritto e un servizio, come chiamare i carabinieri.
Benedetto Cinquini
La PROTESTA
Le brigate antisfratti
sono solo violenza
Brigate antisfratto: sono soltanto dei violenti. Vorrei vedere loro cosa farebbero al posto del proprietario, e anche l'Unione inquilini non ci fa certo una bella figura. Il mio caso è pressoché simile. Io e mia moglie, circa ottantenni, prendiamo in due non più di mille euro di pensione al mese; al fine di integrare le nostre modestissime pensioni, malauguratamente si decise di affittare la nostra casetta tre anni or sono e andammo ad abitare in casa di nostro figlio, in modo da diminuire le spese e aiutare la sua famiglia, che con uno stipendio da operaio si trovava in difficoltà. Da tenere presente che la metà dell'affitto se lo prendono le tasse (Imposta municipale unica sulla seconda casa). Il mio inquilino, lavoratore autonomo, dice che guadagna poco e non può pagare. Ho cercato di aiutarlo sperando che si rimettesse in pari, ma dopo otto mesi sono stato costretto allo sfratto; adesso sono dodici mesi che non paga e ho dovuto anticipare 1.200 euro al mio avvocato.
Per questo motivo dico che è giusto il ricorso in tribunale del proprietario, e che l'Unione inquilini e i dirigenti della brigata siano condannati al risarcimento dei danni, così imparano ad occuparsi dei fatti loro.
Moreno Baglini
LA PROPOSTA
Tagliare le spese
per far quadrare i conti
In merito alla situazione del commercio e dei fondi sfitti a Querceta rimango perplesso delle risposte dell’Amministrazione di Seravezza. Che il problema delle chiusure delle attività e dismissioni di fondi siano a causa della crisi economica è una verità scontata purtroppo acquisita da un pezzo. Che prima fossimo un’isola felice mi pare un’affermazione esagerata e discutibile. Concordo pienamente sul fatto che il lavoro lo danno le imprese, e che queste debbono essere aiutate anche con riduzioni d’imposta, come nel caso Tares. Tuttavia lo sgravio fiscale nel mare magnum della tassazione sull’imprese non è niente; una piccola goccia senza effetto; peraltro ci sarebbe da capire il criterio con cui l’Amministrazione ha riconosciuto sgravi a esercenti bar, caffè pasticcerie e ristoranti, e non invece ad alcuna categoria artigianale, pur essendo questa più numerosa. Ma non è questo il rilievo che mi interessa; posso capire che quando si raschia il barile l’esigenza di gettito fiscale comporti qualche sperequazione tra le categorie economiche. Ma proprio questo fatto dovrebbe far capire all’Amministrazione che ormai è inutile far degli equilibrismi dal lato delle entrate, quando c’è tutto il capitolo delle spese da ristrutturare, da indagare, da tagliare e risparmiare in funzione delle priorità.
La pressione fiscale ha travalicato il senso della giustizia fiscale ormai da un pezzo, e la prossima tassa sui rifiuti sarà un'altra stangata, come attesta l’elaborato comunale. Le attività chiudono e la disoccupazione aumenta.
Non c’è altra strada: le risorse per l’economia vanno trovate tagliando le spese, risparmiando sugli sprechi e sulla burocrazia; e mettendo in atto dismissioni patrimoniali. La sfida e la capacità di un’amministrazione locale oggi sta tutta lì. Il resto è soltanto vecchia politica, rinvio e illusione.
Massimo Tarabella
DEGRADO
I rifiuti sull’Aurelia
colpa dei maleducati
Volevo fornire alcuni più precisi dettagli, in merito a quanto avete pubblicato con la lettera aperta del 26 giugno, riguardo ai cestini portarifiuti siti nelle piazzole di sosta della variante Aurelia, tra Torre del Lago e Viareggio. Voglio informare il sindaco Leonardo Betti, e chi si occupa del decoro cittadino, che è sì vero che le piazzole sono spesso strapiene di molti sacchi scatoloni eccetera, ma questo è dovuto al fatto che alcuni cittadini incivili, hanno scambiato le piazzole di sosta, per delle discariche personali per la raccolta indifferenziata, portandovi sistematicamente tutti i giorni, la propria immondizia, con l'auto e delle volte anche con furgoni; altri si dilettano nel lancio del sacchetto direttamente dall'auto senza nemmeno fermarsi, e non solo nelle piazzole, ma anche nella rampa di accesso della rotonda di Torre del Lago: se andate adesso, troverete molti sacchetti oggetto del “lancio al volo”, compreso un grosso sacco bianco sul lato destro della rampa, ormai presente da oltre un mese. Questi personaggi, indegni di vivere in una società civile e forse inadeguati anche riportati al paleolitico inferiore, rendono quello che l'articolo definisce “una pessima immagine per uno dei principali ingressi alla nostra città”, e probabilmente se ne fanno anche beffe, finchè nessuno gli contesterà l'azione con una bella multa; (per me sarebbe adeguata una giornata al pubblico ludibrio). Io percorro più volte al giorno questo tratto di strada, vedo che ogni
dieci massimo quindici giorni vengono accuratamente ripulite, ma immancabilmente già dalla mattina successiva, i sacchi predisposti sono stracolmi ed i furbetti iniziano la costruzione della loro personale discarica abusiva: l'unica soluzione è qualche giorno di sorveglianza con autorità non in divisa, o videosorvegliare le piazzole, anche se questo non sarà possibile per la mancanza di fondi.
Qualcosa le autorità devono fare, non solo per il giusto decoro che è importantissimo e necessario, ma anche per il rispetto della maggior parte dei cittadini che pagano le tasse, e si impegnano tutti i giorni dell'anno, nell'accurata divisione dei rifiuti, esponendoli nei giorni dedicati alla raccolta differenziata.
Vincenzo Guida
COMMIATO
Caro Ivo, com’è grande
il vuoto che hai lasciato
Carissimo Ivo, ogni giorno che passa il dolore per la tua prematura scomparsa è sempre maggiore ed il vuoto che hai lasciato appare sempre più incolmabile.
E' impossibile, per noi che ti abbiamo conosciuto e stimato, e che abbiamo condiviso con te i tanti problemi e le poche soddisfazioni della tormentata vita di questa azienda, guardare la tua scrivania vuota e non provare una grande stretta al cuore ed una profonda tristezza.
Ci manca il collega di lavoro, ma soprattutto ci manca l'amico di sempre, quello che con il suo sorriso franco, aperto e contagioso ci aiutava ad affrontare ogni problema ed ogni traversia, piccoli o grandi che fossero.
Nonostante la piena consapevolezza della gravità della tua situazione personale non hai mai perso la speranza, il coraggio e la dignità ed anzi hai cercato addirittura di trasmetterli anche a tutti noi quasi sperando che tutti assieme potessimo lottare contro questo crudele destino.
Ci hai trasmesso un formidabile messaggio di fede e di forza interiore che dapprima ci ha stupiti e poi profondamente coinvolti, e la tua ferrea volontà di continuare fino all'ultimo a venire a lavorare ci lascia la pesante eredità di un grande esempio che sarà sempre difficile da imitare, anche nella buona sorte.
Ciao gigante buono, non dimenticarti di noi, come noi non ci dimenticheremo di te e grazie di essere stato con noi in questa tua, purtroppo breve, esperienza terrena. Ci mancherai tantissimo.
Tutti noi dell'Ersu
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