Il Tirreno

Versilia

Il prete del Varignano «Il prossimo sindaco deve ripartire da qui»

di Donatella Francesconi
Il prete del Varignano «Il prossimo sindaco deve ripartire da qui»

Il quartiere di frontiera chiede attenzione al sociale, interventi per l’occupazione, un collegamento con la città

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Cosa chiedo al nuovo sindaco? Più attenzione al sociale». Don Marcello Brunini, parroco del Varignano, uno degli ideatori del “Tavolo della partecipazione” - iniziativa da esportare - racconta il “sociale” visto da chi tutti i giorni ci sta in mezzo mentre l’”acqua” continua a salire. «La disoccupazione, la cassaintegrazione aumentano a vista d’occhio e le famiglie non ce la fanno, i ragazzi vivono sempre più una maggiore difficoltà». Anche nelle cose più piccole: la quota per fare sport, per esempio, è la prima ad essere tagliata perfino quando sta al di sotto dei 50 euro al mese. «Chiedo che chi si occupa del sociale nell’amministrazione comunale sia in grado - continua don Marcello - di impostare un percorso di politiche sociali». Perchè i problemi legati all’emergenza sociale non li risolvi senza progetti.

Ma le richieste non finiscono qui: «È necessaria - continua il parroco - la ripresa delle relazioni tra istituzioni e quartiere. Ormai si è rotta la fiducia, perché c’è disinteresse». Parole forti, quelle di don Marcello, che pure da mesi ha scelto un profilo basso e silenzioso per lavorare nel e per il quartiere. Per esempio con il progetto “L’asola e il bottone”, finanziato dalla Fondazione Banca del Monte e dalla Caritas diocesana. Grazie a questo impegno economico sono stati attivati tirocini di lavoro per giovani tra i 18 ed i 20 anni. Ed è stato possibile un progetto di recupero scolastico nell’ambito dell’Istituto comprensivo “Lenci”. In parte con la collaborazione dei professori dell’Istituto ed in parte grazie al doposcuola che ha visto collaborare Parrocchia, cooperativa Primavere, cooperativa “il Cappello” e circolo “Caracol”. «Una parte di iniziative andranno avanti anche durante l’estate», annuncia don Marcello.

Se il rapporto tra quartiere ed istituzioni («sia per quanto riguarda gli eletti, sia per quanto riguarda i funzionari») fosse recuperato, sottolinea il parroco «forse anche il problema della casa potrebbe trovare una soluzioni più articolata».

Il gran lavoro fatto in questi ultimi anni al Varignano mostra il suo volto nella Festa di primavera organizzata per domani nella sua terza edizione: «In un momento di disgregazione - è la parola di don Brunini - è l’occasione per trovare una sorte di fiducia vicendevole». Tante le adesioni tra associazioni, gruppi sportivi, i vigili del fuoco, l’Istituto comprensivo Don Milani, i vigili del fuoco, il neonato comitato dei genitori. Saranno presenti Misericordia e Croce Verde, i vigili del fuoco con un mezzo che diventa subito l’attrazione per i più piccoli, la mostra “Cento case e una via” ed un’esposizione dei disegni dei bambini sul tema del disastro ferroviario del 29 giugno di quattro anni fa.

Il quartiere periferico, quello troppo spesso bollato come “difficile” si apre alla città. Propone attività, spazi, momenti di vita collettiva. Con una consapevolezza che don Marcello esprime con la consueta lucidità: «Questo quartiere va fatto vivere in un contesto più generale di città e di Versilia tutta». A cominciare da una ricchezza che conosce bene chi propone da anni l’attività sportiva per ogni età della canoa-kajak: il Burlamacca. Che Viareggio ha dimenticato di valorizzare come l’attrattiva che qualunque città con un corso d’acqua avrebbe tenuto di conto.

Dal Varignano considerato periferico ed emarginato, arriva un segnale di aggregazione per tutta la città. Come accadde la notte della fiaccolata per la legalità, coraggiosa e partecipata, all’indomani degli spari in strada in pieno pomeriggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani