Il Tirreno

Versilia

Per Lido una scuola da Nobel e con l’ironia del signor G

di Gabriele Dini
Per Lido una scuola da Nobel e con l’ironia del signor G

Show dei ragazzi, risate e lacrime alla cerimonia di intitolazione a Gaber dell’istituto di via Trieste Ombretta Colli: da mio marito messaggio di libertà. Le docenti: Montalcini ha vinto le discriminazioni

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LIDO DI CAMAIORE. L’orchestrina che suona le note di “Barbera e Champagne”. E poi decine di palloncini rossi che si alzano in volo portando un messaggio colmo di musica e gioia verso un cielo altrimenti grigio. Si è chiusa così la bella cerimonia di intitolazione dell’istituto comprensivo di Lido a Giorgio Gaber, della scuola d’infanzia alla maestra Emanuela Cupisti (scomparsa a soli 26 anni nel 1994) e delle elementari alla scienziata Premio Nobel Rita Levi Montalcini recentemente scomparsa e citata come un esempio di dedizione e resistenza a ogni tipo di discriminazione. «Saremo i primi ad avere una scuola da Premio Nobel», ha commentato una docente.

Protagonisti entusiasti e coloratissimi delle celebrazioni sono stati i bambini e i ragazzi che frequentano l’istituto comprensivo, accompagnati da genitori e docenti.

Il momento clou della festa è stato organizzato nella luminosa palestra della scuola. I partecipanti sono stati guidati da un serpentone di palloncini rossi distribuiti tra i corridoi.

All’ingresso nello stanzone il pubblico, le autorità e i familiari di Gaber (c’erano la vedova Ombretta Colli, i nipoti, il genero e il coautore e paroliere Sandro Luporini)sono stati accolti da un balletto messo in piedi dai ragazzi sulle note di “Torpedo Blu”, uno dei primi successi di Giorgio Gaber. I discorsi degli ospiti sono stati intervellati da altre canzoni tratte dal repertorio del Signor G reinterpretate dai ragazzi: “La libertà”, “Lo shampoo” e la divertentissima “Goganga”.

«Camaiore è il primo comune in Toscana a dedicare una scuola a Giorgio Gaber - ha commentato Ombretta Colli visibilmente commossa - siamo ammirati per i canti e i balli che avete organizzato. Spero che i ragazzi che studiano qui portino con sé un ricordo di Giorgio». la Colli ha parlato dell’amore di Gaber per i bambini e ha ricordto il messaggio per le generazioni future contenuto nella sua canzone preferita del marito “Non insegnate ai bambini”. («non insegnate ai bambini, non insegante la vostra morale ...ma se proprio volete insegnate solo la magia della vita», recitano alcuni versi della canzone). Il giorno prima dell’intitolazione anche la figlia di Gaber, Dalia Gaberscik, ieri assente per motivi di lavoro, aveva detto di sentirsi onorata di veder trattato suo padre «come Petrarca o Pirandello». D’altronde, come ha spiegato una delle docenti che ha introdotto lo spettacolo. «Ogni forma d’arte ha una sua identità - ciò che conta è come viene presentata e quale valenza educativa può avere. Gaber ha dato un grande messaggio di libertà e spirito critico».

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