Guido Gay: «Non sono un cacciatore di relitti»
Il premio Artiglio all’uomo che ha scoperto dove si è inabissata la corazzata Roma Un riconoscimento anche al sindaco del Giglio per il naufragio della Concordia
VIAREGGIO. «Nonostante le apparenze, non sono un cacciatore di relitti». E’ ciò che ha ripetuto Guido Gay nel ricevere stamani al Museo della Marineria il Premio Internazionale Artiglio. Il Museo era pieno dei rappresentanti delle istituzioni (soprattutto della Marina Militare) e di tanti spettatori attenti, molti dei quali esperti di mare sopra e sotto la superficie. L’affermazione di Gay può sembrare fuori luogo, se si pensa che il Premio gli è stato consegnato per aver individuato e fotografato il relitto della corazzata Roma, affondata dai tedeschi il 9 settembre 1943. Ma Gay è persona che quando si pone un obiettivo, ha anche l’intelligenza pratica per raggiungerlo a costo di costruirsi, di volta in volta, gli strumenti innovativi che possano permetterglielo.
La carta vincente è stato un sonar a scansione laterale ed un magnetometro inusuale, tanto da poter distinguere rapidamente una roccia basaltica da un relitto ferroso. Ci ha descritto e filmato i resti della Roma con grande umiltà, riservandosi poi di aggiungere che «tutto ciò è la conferma della validità dei miei strumenti, ma soprattutto resta la soddisfazione che il successo sia espressione della più innovativa tecnica italiana».
«Nell’estate che viene – ha spiegato ancora Gay – dovrò completare i rilievi, soprattutto verso la prora della nave. Dopodiché il capitolo per me si chiude».
Secondo il programma, sono stati assegnati Riconoscimenti a Capitanerie di Porto – Guardia Costiera; Comsubin – Comando Subacquei ed Incursori; Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Questa la motivazione: «Per il generoso impegno e la professionalità dimostrati in occasione del naufragio della Costa Concordia».
In questa VII edizione del Premio, un altro capitolo molto commovente, è stata la consegna di un attestato alla popolazione dell’Isola del Giglio, per «essersi prodigata con umanità e grande spirito di solidarietà accogliendo nella notte del 13 gennaio 2012, oltre 4000 naufraghi della Costa Concordia». Il sindaco dell’Isola, Sergio Ortelli, nel ritirarlo, ha sottolineato come questo riconoscimento «rappresenti per noi tutti un motivo di orgoglio e di condivisione di quel senso di responsabilità che è alla base di un’azione di protezione civile che è partita dal basso e si è estesa in modo naturale a tutti i livelli». In altre parole, ciò che tutta la popolazione gigliese ha contribuito a fare la sera del 13 gennaio, è stato un gesto spontaneo «da parte di chi il mare conosce e sa che del mare bisogna avere rispetto».
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