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Azimut torna a investire nell’area della Lusben

Azimut torna a investire nell’area della Lusben

I piani dell’azienda per i prossimi due anni: la ristrutturazione di un capannone e la realizzazione di un impianto per il lavaggio delle carene

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VIAREGGIO. Entro due anni un nuovo capannone coperto per la produzione di imbarcazioni e un impianto di lavaggio carene per potenziare i servizi di refittig. Sotto il profilo economico non si tratterà di un maxi investimento, ma sarà pur sempre un’importante iniezione di denaro in un comparto che ancora non intravede la luce alla fine del tunnel di questa lunghissima crisi che ha fatto scappare dalla Darsena tanti, troppi clienti e con loro migliaia di posti di lavoro.

A mettere in campo le risorse necessarie agli investimenti in questione è Azimut Benetti che ha presentato al Comune un’istanza per intervenire sulla ristrutturazione interna di un capannone all’ex Lusben (a ridosso del prolungamento di Via Coppino) e la realizzazione ex novo e nel rispetto nelle norme per la tutela ambientale, di una vasca per il lavaggio delle carene degli yacht. Un investimento a due binari. Quello della produzione, visto che nel capannone coperto che sarà rimesso a nuovo potranno essere realizzate, stando alle prime indiscrezioni, anche imbarcazioni più grandi di quelle al momento in produzione. E quello del refitting, l’altra faccia della nautica viareggina che consente alle aziende del settore, in questo caso Azimut, di fidelizzare i clienti: armatori e comandati comprano a Viareggio e tornano qui per la manutenzione delle proprie imbarcazioni.

«Il settore della nautica - spiega Vincenzo Poerio di Azimut - è fortemente cambiato. Non ci sono più molti clienti come prima e si vince solo se si lavora bene, con qualità. Oggi la qualità vale più della quantità per questo occorre mantenere le professionalità che abbiamo costruito in questi anni ed eliminare le inefficienze».

Poerio ammette: la crisi colpisce anche Azimut. «Nelle condizioni attuali dobbiamo lavorare al consolidamento perché non è possibile una crescita». Tuttavia più di altre aziende Azimut ha saputo mantenere livelli occupazionali, investimenti sulla qualità (in particolare per l’innovazione del prodotto) e leadership sui mercati internazionali. «La cosa più triste - aggiunge il manager di Azimut - è vedere intorno a noi cantieri che invece finiscono male e si portano dietro drammatiche situazioni di disoccupazione».

Per l’operazione progettata nell’area Lusben Azimut si è presa due anni di tempo. «Da più di dieci anni - spiega Poerio - investiamo nei servizi perché è importante mantenere i clienti sul territorio, farli tornare significa far vivere l’economia tutta».

I piani dell’azienda piacciono anche ai rappresentanti dei lavoratori che in questi giorni hanno appreso del progetto presentato in Comune. «È un segnale importante - afferma Lamberto Pocai di Fiom - che dimostra come Azimut voglia continuare a fare qualcosa su Viareggio in un ambito rilevante come il refit che, pur non potendo sostituire la costruzione di imbarcazioni, mantiene a Viareggio armatori e barche, cioè un giro d’affari importante per il territorio. L’azienda, anche in occasione dell’ultimo incontro con i sindacati, ha dimostrato di stare meglio delle altre e non ci sono, come purtroppo in altri casi, segnali di difficoltà che possano far presagire interventi sui livelli occupazionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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