Italia
Borghezio contestato lascia la pineta tra slogan e fumogeni
L’europarlamentare leghista arrivato per la campagna del centrodestra di Antonio Cima, assente all’incontro
VIAREGGIO. «Portate via la bambina!». Scena surreale, in pineta di Ponente, quando sono da poco passate le tredici. Una piccolina sul triciclo, guardata a vista dal padre, si trova nel mezzo tra le forze dell’ordine in tenuta antisommossa ed i contestatori dell’onorevole Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord. La lista che sostiene il candidato del centrodestra, Antonio Cima, ha scelto il parco pubblico cittadino, luogo di spaccio a cielo aperto, per la propria campagna all’insegna della lotta all’immigrazione, clandestina e non.
Arriva puntuale, Borghezio. Una quindicina i militanti leghisti, “armati” di porchetta, cibo di “casa nostra”. Il segno della vittoria con le dita, aria dimessa, qualche stretta di mano, e subito circondato dai cronisti. Mentre le forze dell’ordine, con Rosaria Gallucci, dirigente del commissariato di Viareggio e Virgilio Russo, alla guida della Squadra Mobile della Questura di Lucca. fronteggiano la cinquantina di militanti della sinistra locale arrivati per contestare l’iniziativa dell’eurparlamentare. Il quale - ricorda Mario Navari, portavoce della Federazione della sinistra versiliese - «è stata condannato, tra l’altro, per l’episodio di un incendio in un luogo nel quale dormivano dei “poveri cristi”».
Tenere la piazza, come si dice, in pineta, è impresa che nemmeno con i marines. Bisogna contenere il danno. «L’unico extracomunitario sei tu!», gridano i manifestanti. «Sei un extraterrestre!». Borghezio continua a parlare con i cronisti. Elogi per le donne della Lega che hanno organizzato il gazebo nel luogo di spaccio. Che però, per fortuna, continua ad essere ancora frequentatissimo parco pubblico. Con i manifestanti l’europarlamentare noto solitamente per i toni ben più accesi tiene un profilo basso: «Difendono tutte le minoranze, ma la nostra minoranza non ha diritto parola», è il commento.
È un attimo e vola il primo fumogeno. La tensione è altissima. Un gruppo di manifestanti si stacca da quello arrivato da Nord, lungo il viale, e si porta nel vialetto di fianco al “Trocadero”. Il “fronte” si sposta e si fa più vicino al luogo dove Borghezio sta ancora parlando con i giornalisti. Un altro fumogeno rotola a terra. Il fumo rosso fa scena. Gli slogan fanno da contorno. La scorta dell’europarlamentare decide che non ci sono più le condizioni. Lo sportello dell’auto si apre di scatto, Borghezio viene spinto dentro dai suoi. Ai lati del viale qualche cittadino e alcuni militanti leghisti osservano la scena. Sono passati dieci minuti appena da quanto Borghezio ha messo piede in pineta per l’iniziativa elettorale di un centrodestra che non ha schierato nè il candidato sindaco Antonio Cima, nè nessun altro esponente di punta.
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