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Lettino a 7 euro, mugugni in Darsena
Ufficialmente non lo dice nessuno, e ci mancherebbe: dopo tutto siamo in un regime di libero mercato. Ma quell’ombrellone a 13 euro con il lettino a 7, proposti dall’Altromare sulla Marina di...
Ufficialmente non lo dice nessuno, e ci mancherebbe: dopo tutto siamo in un regime di libero mercato. Ma quell’ombrellone a 13 euro con il lettino a 7, proposti dall’Altromare sulla Marina di Levante, sta sollevando mugugni a non finire tra i colleghi dei bagni vicini.
L’Altromare, tra l’altro, non è un vero e proprio stabilimento balneare: si tratta in realtà di una cooperativa che gestisce pezzi di spiaggia sia dal lato nord (verso il Molo) che dal lato sud (verso la spiaggia libera della Lecciona). E anche su questo aspetto i bagni, bontà loro, non sembrano impazzire di felicità: la ritengono una forma di concorrenza non corretta.
La lotta sui prezzi, d’altronde, è così: chi applica sconti sa di non incontrare il favore dei colleghi, e difficilmente lo annuncia urbi et orbi come fa il Nettuno (pezzo a fianco). Non è un caso che quando pubblicammo la notizia alcune settimane fa di offerte stagionali in Darsena, che arrivavano ad affittare un ombrellone per 700-800 euro, le stesse associazioni di balneari la presero un po’ male. Eppure è il segreto di Pulcinella: quando un cliente storico, oppure affezionato, chiede al balneare di rivedere la tariffa per venirgli incontro, sono pochi quelli che lo rimandano a casa senza mettersi d’accordo. E poi non ci sono neppure vincoli sui prezzi ufficiali chiesti dalla Provincia: quei valori sono i massimi, sotto cui uno stabilimento può muoversi a proprio piacimento. Certo, altro paio di maniche è pubblicizzare uno sconto di centinaia di euro, che rischia di far credere agli altri che si è messi male e che si teme il bagno vuoto. Ma anche questa ipocrisia, forse, non ha più ragion d’essere.
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