Mascheratista muore per un malore dentro la Cittadella
Floriano Marchi viveva nel magazzino dei carristi Lo ha trovato privo di vita un collega di lavoro
VIAREGGIO. È stato stroncato da un malore nel luogo che per amore e per necessità aveva eletto a proprio rifugio, la Cittadella del Carnevale. Il corpo senza vita di Floriano Marchi, 45 anni, mascheratista del Carnevale di Viareggio, lo ha trovato ieri mattina, Giampiero Pardini, torrelaghese, contitolare dell’azienda MVS che produce chioschi per bevande con sede a Torino. Marchi collaborava con lui e stava effettuando alcuni lavori nel capannone adibito a magazzino dei carristi, dietro gli hangar della Cittadella, dove Floriano da circa un mese aveva trovato rifugio e che adesso è stato messo sotto sequestro.
Marchi, che prima abitava in un campeggio di Torre del Lago poi chiuso, si era trasferito alla Cittadella in attesa di trovare un’altra sistemazione. La Fondazione Carnevale gli avevano inviato tre lettere per sollecitarlo a liberare quello spazio dove purtroppo ha perso la vita. La morte, dopo l’ispezione del corpo del medico legale, pare sia avvenuta per cause naturali, anche se è stata stabilita l’autopsia per capire con esattezza cosa l’abbia determinata.
Pardini aveva parlato con Marchi domenica sera per telefonino e lo aveva sentito un po’ preoccupato. «Voleva che lo portassi in Albania - dice - dove realizziamo materialmente i chioschi in vetroresina, per spiagge o parchi, che poi una volta arrivati in Italia vengono commercializzati. Con Floriano c’era un rapporto che durava da un po’ di tempo, gli davo la possibilità di eseguire dei lavori per la nostra ditta in modo che potesse guadagnare qualcosa anche al di là del Carnevale. Ho provato a chiamarlo per telefono nei giorni scorsi, ma non mi rispondeva, quindi mi sono preoccupato. Ritornato da Torino, dove ero andato per lavoro, sono venuto alla Cittadella per verificare se fosse accaduto qualcosa».
Di presentimenti di una tragedia del genere Pardini non ne aveva avuti «però era strano questo silenzio al telefonino. Appena sono arrivato ho provato a chiamarlo, la porta del capannone era chiusa, sono andato sul retro ed ho alzato un po’ il telone e ho visto Floriano a terra. Mi sono precipitato davanti, sono riuscito ad entrare forzando la porta e purtroppo mi sono reso conto che era morto. Ho telefonato alla polizia e al 118». Sul posto è arrivata l’automedica ed è stato constatato il decesso, poi sono arrivati i carabinieri, con il maggiore Andrea Pasquali. Floriano era senza scarpe, erano vicino al divano, probabilmente si era sentito male ed aveva cercato di avvicinarsi forse al telefonino per chiamare qualcuno, quando è caduto a terra. «Dalla bocca usciva del sangue - continua Pardini - l’ho toccato e mi sono reso conto, che purtroppo non c'era più nulla da fare».
Dalla ricognizione sul corpo del medico legale pare che il decesso sia avvenuto nella serata di mercoledì. Una volta che si è sparsa la notizia sono arrivati molti colleghi con i quali Marchi ha condiviso le tante esperienze del Carnevale. Il presidente della Fondazione, Alessandro Santini, era a Pisa quando ha appreso la notizia e ha fatto immediatamente ritorno a Viareggio. «Per il Carnevale di Viareggio è una brutta giornata - afferma - È il secondo carrista, purtroppo, che muore in un hangar. Nel 1986 all'età di 62 anni stessa sorte era capitata ad Eros Canova». Alla Cittadella del Carnevale, sono arrivati poi il padre, la sorella e il fratello di Marchi increduli, come tutti, per quanto accaduto. «Ero venuto a trovarlo sabato mattina -dice il padre Tristano - chissà cosa gli è capitato». Per tutta la giornata alla Cittadella c'è stato un via vai di persone che hanno conosciuto Floriano che hanno voluto, con la loro presenza, manifestare il proprio affetto, oltre che alla famiglia, a tutto il mondo del Carnevale.
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