Italia
Balneari, la Regione cambia le regole
Modificati i tempi per la rimozione delle strutture. Concessionari in fibrillazione: «Andremo a Firenze»
VIAREGGIO. Una retromarcia. È quella che - secondo i balneari - la Regione avrebbe fatto a proposito delle nuove norme sulla facile o difficile rimozione delle strutture degli stabilimenti. Regole in corso di approvazione a Firenze, che in pratica avrebbero dovuto salvare locali, case di guardianaggio e piscine dall’appetito dell’Agenzia del Demanio.
Lo Stato, infatti, può acquisire le strutture definite di difficile rimozione. E negli ultimi tempi - in parallelo alla questione Bolkestein - i bagni hanno dovuto lottare anche su questo fronte, che rappresenta un danno economico immediato per loro: oltre alla perdita del possesso della struttura, c’è l’aumento del canone della concessione demaniale, per il valore aggiunto che dà un procedimento di questo tipo.
Ecco perché la modifica annunciata dalla Regione al codice del turismo, a proposito degli stabilimenti balneari, era stata accolta come una manna dal cielo. In realtà, secondo quanto emerso nell’assemblea di ieri al Principe di Piemonte, non sarebbe così. «La Regione - spiega il leader dei balneari Emiliano Favilla - avrebbe abbandonato il termine dei due mesi per la rimozione, di cui si era parlato nelle settimane scorse. Un termine che consentiva a molti concessionari di salvare le loro proprietà. Nel nuovo regolamento, invece, si parlerebbe di un termine, a discrezione dei tecnici, entro cui la struttura dovrebbe essere smantellata. Questo non ci sta bene, e soprattutto che senso ha?».
Sul tavolo, poi, c’è un’altra questione: la proroga delle concessioni al 2020, che la Corte dei Conti ha bocciato perché ritenuta un danno economico per lo Stato. Un pronunciamento che ha messo in allarme la categoria. E così i concessionari chiedono, sempre alla Regione, di mettere nero su bianco con un atto ufficiale questa proroga (che peraltro è legge dello Stato e quindi può essere annullata solo dalla Corte Costituzionale).
Insomma, il rapporto con la Regione va chiarito. Ed è per questo motivo che i balneari hanno organizzato una delegazione per Firenze. «L’idea - dice Favilla - è di puntualizzare le nostre richieste alla giunta regionale». (m.t.)
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