Italia
Lapideo, nuovo contratto per mille lavoratori
Aumento salariale medio di 130 euro al mese in tre anni e regole anti-precariato Le imprese dovranno finanziare un fondo per la sanità integrativa dei dipendenti
SERAVEZZA. Rinnovato il contratto nazionale del lapideo. È stato firmato a Milano nella sede dell’associazione industriali. In Versilia e nel resto della provincia riguarda direttamente mille dipendenti sommando i cavatori e gli addetti agli stabilimenti di trasformazione.
130 euro in più al mese. Nei tre anni di vigenza contrattuale (1 aprile 2013-31 marzo 2016) alla categoria C (media di riferimento) l’accordo siglato a Milano porterà 3.780 euro complessivo di aumento, ovvero 130 euro al mese in questa sequenza: 50 euro da subito (cioè dal primo aprile), altri 40 dall’aprile 2014 e altre 40 dall’anno successivo.
Freno alla precarietà. La parte normativa è stata regolamentata per portare sui posti di lavoro il meno possibile di precarietà. Viene stabilito che in ogni azienda non si potrà superare più del 25% di contratti a tempo determinato e di contratti in somministrazione rispetto al numero di contratti a tempo indeterminato. Alla fine di 36 mesi di lavoro in azienda, sommando le due tipologie contrattuali (tempo determinato e somministrato) il lavoratore non potrà essere assunto che a tempo indeterminato. La stipula di ulteriore contratto è ammessa solo presso la direzione territoriale del lavoro e non potrà avere durata superiore a 4 mesi anziché 8 come previsto dalla legge.
Apprendistato e part time. In questa tipologia di contratto, particolarmente favorita dagli sgravi contributivi, sono state fissate regole per evitare abusi. Non sarà possibile instaurare nuovi rapporti di apprendistatato se nei 36 mesi precedenti un’azienda che ha fino a 9 dipendenti non ha confermato almeno il 51% degli apprendisti, e se un’azienda che ha almeno 10 dipendenti non ne ha confermati almeno il 60%. La retribuzione relativa al premio di risultato per gli apprendisti passa dal 50% al 90% del totale, rispetto a quanto percepito dagli operai part-time. Per questi ultimi viene stabilito il diritto, per salute, assistenze o motivi familiari, di trasformare il rapporto da tempo pieno a parziale (e viceversa).
Sanità integrativa. Viene inoltreistituito un fondo di sanità integrativa a totale carico delle aziende. Che contribuiranno con 5 euro dal 1° ottobre 2013 e per 8 euro dal 1° gennaio 2015. Questo fondo erogherà a tutti i lavoratori prestazioni sanitarie integrative a quelle assicurate dal servizio sanitario nazionale. Le aziende inoltre aumenteranno la percentuale del loro contributo di ulteriore 0,30% al fondo di pensione integrativa del settore.
La soddisfazione della Cgil. Leonardo Quadrelli, segretario generale della Fillea Cgil della provincia di Lucca, non nasconde la sua soddisfazione per l’esito della trattativa. «Un grazie particolare voglio esprimerlo alla delegazione delle rsu Fillea del territorio versiliese (Savema, Henraux, Campologhi, Silea, Mariani ) che mi ha accompagnato dallo scorso ottobre al tavolo meneghino, delegazione che ha avuto anche stavolta un ruolo decisivo per la buona riuscita della trattativa. Non sono mancati momenti di tensione con le controparti specie quando sono apparse proposte “indecenti”, come la messa in discussione del pagamento della retribuzione dei primi 3 giorni di malattia o la possibilità di deroga degli aumenti stabiliti a livello nazionale azienda per azienda. Oltre al salario, ci hanno fatto esprimere un giudizio positivo il fatto che abbiamo chiuso il contratto in un periodo di crisi generale e il fatto che la trattativa si sia chiusa alla scadenza naturale del vecchio contratto».
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