Il Tirreno

Versilia

Aria irrespirabile in città vigili pronti alle denunce

di Matteo Tuccini
Aria irrespirabile in città vigili pronti alle denunce

Tornano i cattivi odori sia in centro che in periferia: la rabbia dei cittadini Sopralluogo della municipale e dei tecnici comunali all’impianto della Morina

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VIAREGGIO. «C’è un tanfo insopportabile, mi lacrimano gli occhi. Sembra quasi un odore di supposta». Sabrina Pedone, residente in via Pinciana, è una dei tanti viareggini che ieri sono stati investiti dai cattivi odori non appena hanno messo il... naso fuori casa.

È un ritorno, quello della puzza, che si fa pesante nei quartieri periferici. Al Varignano, ieri mattina, l’aria era nauseabonda. Tanto da rendere impossibile aprire le finestre. Ma il “fenomeno” viene avvertito anche in centro città. E spinge i cittadini a protestare nuovamente, telefonando in redazione come fanno ormai da quasi due anni. «Ora basta, devono dirci cosa provoca questa puzza. E vogliamo sapere quali sono i rischi per la salute»: questo il succo degli interventi.

Le segnalazioni, peraltro, sono arrivate anche a Comune e Arpat. Dal municipio spiegano che «il problema è dovuto alle piogge di questi giorni. E l’impressione è che la causa del cattivo odore sia l’impianto Sea della Morina». Oggi è in programma un sopralluogo della polizia municipale e dei tecnici dell’ufficio ambiente all’impianto che tratta i rifiuti verdi in via Paladini. Che era già finito nel mirino l’anno scorso, quando la Provincia commissionò all’Arpat un’indagine per scoprire a cosa fosse dovuto il tanfo. La relazione dell’agenzia parlava proprio della Morina e di un problema dovuto «alla movimentazione di un cumulo di materiale organico, destinato al riutilizzo in agricoltura, della durata di alcuni giorni». Senza contare che nel corso dei mesi autunnali si era data la colpa anche alla torba che bruciava, sempre nella zona di Pioppogatto (nel Comune di Massarosa). Di conseguenza, non potendo attribuire con certezza l’origine della peste, ci si era limitati a chiedere all’impianto Sea di «ridurre temporaneamente l’attività». E non fu possibile - come spiegano anche i vigili - mettere nero su bianco una denuncia per il reato di propagazione dei cattivi odori, che è previsto dal codice penale. E forse è proprio questo il motivo per cui il problema non è mai stato risolto: non è mai stata fatta una sanzione vera. Anche se oggi - dicono dal Comune - si valuterà anche se prendere questa strada.

Nel frattempo, la Provincia ha avviato un progetto per i cosiddetti “nasi elettronici”, che avrebbero dovuto segnalare il cattivo odore. Il cui esito è, ad oggi, oscuro. L’unica certezza di tutta questa vicenda è che, non appena la temperatura si alza, l’aria in mezza città diventa irrespirabile. E in vista della stagione turistica non è una cosa rassicurante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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