Rebus assegnazioni per gli alloggi popolari Proteste in Comune
Sessanta gli appartamenti ma le regole utilizzate per distribuirli sono farraginose e incomprensibili
VIAREGGIO. Che sta avvenendo nel vasto mondo del “pianeta” casa a Viareggio, visto che sono riprese le proteste sotto il Municipio? Sta accadendo che, dopo anni di attesa, ci sono (e ci saranno se i lavori a Torre del lago prima riprendono e poi si concludono) una sessantina di case popolari da assegnare. Una goccia nell’oceano della disperazione di chi a Viareggio cerca un tetto sulla testa, dentro un mercato che - di fronte alla crisi - non ha mollato quasi di un centesimo.
L’ufficio del sociale è preso d’assalto: non passa giorno che non si accumulino sul tavolo del dirigente, Giulio Marlia, lettere di avvocati che fanno richiesta di accesso agli atti. Perché assegnare gli alloggi popolari non è cosa che si fa dal numero uno al numero sessanta, come si potrebbe pensare. La normativa prevede, infatti, che al momento delle assegnazioni entrino in “gioco” alcuni vincoli: tanto per citarne uno quello posto dalle domande di cambiare alloggio di chi abita già in un appartamento Erp. In particolare questa condizione riguarda chi ha motivazioni legate ad handicap o malattie sopravvenute e, abitando per esempio al quarto piano senza ascensore, chiede avendone il diritto di ottenere un alloggio idoneo alle nuove esigenze sopravvenute.
Una percentuale di appartamenti sono poi destinati, per legge regionale, alle giovani coppie. Questo significa che il Comune è obbligato a scorrere la graduatoria fino a “pescare” gli aventi diritto in qualsiasi punto della graduatoria essi si trovino.
C’è, inoltre, la questione sfratti: una parte di alloggi sono destinati a chi rischia di finire per la strada da un momento all’altro, in una situazione esplosiva come quella che si registra in città.
Insomma, impresa non facile l’assegnazione, almeno quanto è difficile capire come mai ci si vede sorpassati. A questo proposito la domanda è inevitabile: perché il sub commissario Giambalvo, con delega al sociale, non ha ritenuto di spiegare ai cittadini - magari con una conferenza stampa - che cosa l’amministrazione del commissario Mannino si appresta a fare? Comunicare, per un’amministrazione pubblica, è sempre segnale di trasparenza...
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