Italia
Palio dei Micci le contrade vogliono voltare pagina
Dopo un anno di polemiche e tensioni per il caso doping tutti d’accordo sul fatto che dovrà essere una festa
QUERCETA. È tempo di voltare pagina per le otto contrade di Querceta, febbrilmente impegnate nei preparativi in vista di domenica 5 maggio quando, bel tempo permettendo, andrà in scena proprio il 58° Palio dei Micci. In fondo è stato davvero un anno difficile, trascorso in un turbine di contestazioni alcune delle quali con radici che risalgono addirittura a prima della scorsa edizione della gara: dalle proteste di diversi contradaioli contro l'amministrazione della Pro Loco di Franco Burroni nel 2012, poi rieletto presidente alla fine dello stesso anno (non senza polemiche, piuttosto tiepide stavolta, da parte di coloro che già lo avevano contestato mesi prima), al lunghissimo periodo di supposizioni, accuse e tensioni che hanno aleggiato intorno alla vicenda dei due micci su cui, dopo la gara dello scorso maggio, erano state riscontrate sostanze non regolamentari (situazione che si è risolta solo un mese fa), per finire poi con le ultime scintille scoppiate tra i contradaioli di Pozzo e Lucertola a seguito della staffetta ad inizio aprile. Un clima insomma, quello che si è venuto a creare, da cui certo la manifestazione folcloristica non ha tratto giovamento e che ha spinto anche le autorità a "bacchettare" le contrade con la minaccia del "daspo" per i loro sostenitori "facinorosi".
Quest'edizione 2013 sarà perciò l'occasione per riportare tutto alla normalità e cominciare un nuovo capitolo nella storia del Palio. «Abbiamo cercato di mettere da parte tutte le vicende appartenenti al passato, comprese le ultime dispute che ci sono state- conferma il presidente del Ponte Riccardo Giannelli- e non ne riparleremo più, per il bene del Palio: spero solo che il 5 maggio ci sia una gara pulita e corretta da parte di tutti». «Mi dispiace molto per quello che abbiamo passato quest'anno - dichiara Nicoletta Galleni, presidente della Lucertola- ma per quanto riguarda le polemiche non è facile controllare ogni contradaiolo: tutte le contrade hanno le loro pecore nere che cercano sempre di fare trambusto e noi presidenti possiamo solo raccomandarci e invitare alla calma. Purtroppo si rischia tanto, anche di non fare più il Palio. Certo ciascun gruppo scende in campo per vincere ma bisogna tornare alla buona e sana competizione senza toni troppo aggressivi che non possono che nuocere al Palio». «Adesso non pensiamo più alle vicende passate- esorta il presidente del Pozzo Massimo Balderi- concentriamoci sui preparativi. Il Palio va preparato su tre fronti: il miccio, i figuranti per la sfilata e quelli invece addetti alla scena. È un lavoro incredibile, e tutti nella mia contrada sono impegnati al massimo».
Gabriele Buffoni
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