Meteo
Villaggio new age abusivo arrivano cinque condanne
A ordinarne la realizzazione a Riparbella fu una società con sede a Viareggio anche un professionista versiliese tra gli imputati per il progetto
VIAREGGIO. Quel villaggio new age non si farà. Niente più casette nel bosco, hotel da 40 posti, palestra, centro congressi, benessere, polo diagnostico, niente più regno della medicina complementare secondo la visione del defunto leader della Homo Sapiens. Al contrario, sono stati condannati gli ideatori, i promotori e i costruttori di quel maxi villaggio in località Pantano e ne è stata ordinata la demolizione. Nei giorni scorsi il giudice Antonio Del Forno (pubblico ministero Massimo Mannucci) ha emesso la sentenza condannando Stefano Paolo Griselli (59 anni, cecinese) e Carlo Pistolesi (55, di Pontedera), amministratori della società "A casa del re"; Salvatore Antonio Morganelli (41, di Poggio a Caiano, rappresentante della ditta esecutrice delle opere edilizie); Marco Martino (32, Calcinaia, legale rappresentante della Marco edilizia srl, esecutrice delle opere di fondazione); e Fabrizio Bianchi (51, geometra di Viareggio, che aveva firmato alcune dichiarazioni di inizio attività). La geometra comunale di Riparbella, Luciana Orlandini (49 anni, cecinese, alla quale si contestava l'abuso d’ufficio) e Matteo Martino (64, residente a Fornacette, della Ludi srl, esecutrice delle opere edilizie), sono stati gli unici a essere assolti per tutti i capi di imputazione. Agli altri si contestavano la lottizzazione abusiva in concorso, al Bianchi il falso ideologico. Ecco le condanne: otto mesi di arresto e trentamila euro di ammenda ciascuno per Pistolesi, Griselli e Morganelli; due mesi di arresto e seimila di ammenda per Marco Martino; otto mesi per Bianchi. Il principale protagonista della vicenda, il sassarese trapiantato a Viareggio Stefano Stefanini, era già uscito dal processo perché deceduto. Fu lui, a capo della Homo Sapiens (una onlus con sede a Viareggio, con 1.500 soci, che si occupa di medicine naturali e complementari) e amministratore della connessa srl "A casa del re" (proprietaria del terreno a Riparbella e committente dei lavori), a ideare la Natural valley. Nel frattempo la Procura aprì un’indagine, sollecitata da un esposto presentato nel novembre 2007 dai Verdi pisani. Un primo sopralluogo accertò «importanti lavori di sbancamento e movimentazione di terreno» oltre all'installazione delle prime 17 casette «in assenza di autorizzazione». Stefanini si era sempre difeso dicendo che, prima di comprare il terreno, gli investitori erano andati in Comune e avevano ricevuto il via libera per il loro progetto. Altrimenti la Homo Sapiens non avrebbe acceso un mutuo di 5 milioni con il Monte dei Paschi. Ma nel febbraio 2010 la Procura fece rinviare a giudizio otto persone tra cui lo stesso Stefanini, che poi morì.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google