Il Tirreno

Versilia

In ospedale mancano almeno una trentina di medici e infermieri

di Matteo Tuccini
In ospedale mancano almeno una trentina di medici e infermieri

La mappa dei buchi in organico secondo primari e direttori Pronto soccorso e maternità sono i settori più in sofferenza

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VIAREGGIO. La situazione più delicata, in ospedale, è al pronto soccorso. Dove - senza sorpresa - si scopre che servono almeno due medici. Ma anche la maternità ha i suoi guai: le mancano ostetriche, dottori in pediatria - il pronto soccorso pediatrico è ridotto all’osso - e biologi al Centro procreazione assistita. E poi ci sono i pensionamenti in vista: una raffica. Che rischia di creare situazioni difficilissime. Come ad esempio in cardiologia, dove verrà presto a mancare un ecografista pediatrico (vedi box).

Le richieste dei primari. Sarebbero una trentina i medici e infermieri che mancano, tra ospedale Versilia e distretti sul territorio. E a sostenerlo non sono i sindacati, che spesso richiamano l’attenzione della direzione dell’Asl sulle carenze di personale. La mappa dei “buchi” in organico, stavolta, l’hanno fornita primari e responsabili dei vari settori, negli incontri con i vertici di Villa Pergher per la definizione dei budget. Un quadro che mostra una buona organizzazione complessiva - almeno secondo quanto sostengono gli stessi primari - ma con delle lacune precise. Che in molti casi mettono a rischio l’erogazione dei servizi ai pazienti.

I guai del pronto soccorso. Il dottor Sergio Milletti, primario del pronto soccorso, ha le sue gatte da pelare. Ad andare in crisi potrebbe essere presto l’ambulatorio delle emergenze, dove latitano due medici. Grande attenzione, inoltre, viene chiesta sia dal primario Giancarlo Casolo (cardiologia) che dal collega Luigi Gagliardi (pediatria) sul pensionamento del dottor Giacomo Tomei: una partenza che lascia scoperto il ruolo di ecografista pediatrico, col rischio di dirottare numerosi pazienti verso l’Opa di Massa. Infine, la medicina generale: la dottoressa Paola Lambelet chiede di rimediare alle lacune di gastroenterologia e pneumologia, dove servono tre dottori.

Centro procreazione sguarnito. Non semplice neppure la situazione nell’area materno-infantile. Detto dell’ecografista pediatrico, dal primario Gagliardi arriva l’ennesima segnalazione - che già Il Tirren o aveva raccolto tempo fa - su un servizio di eccellenza come il pronto soccorso pediatrico,che stenta ogni giorno viste le carenze di personale. E da Giovanni Paolo Cima (ostetricia e ginecologia) arriva l’Sos per il Centro procreazione assistita, dove mancano un responsabile e tre biologi. Dopo la riunione - va detto - l’Asl ha rinnovato l’incarico al dottor Stefano Pastine, ma la situazione resta complicata.

Diagnostica. Nel settore della diagnostica, altro punto vitale dell’attività ospedaliera, si denunciano carenze di tecnici, soprattutto per il laboratorio di analisi - dove tra l’altro lascia un dirigente per pensionamento; ma si tratta di un’attività che è destinata a essere inglobata nella collaborazione tra le Asl della costa. Indicazioni in questo senso arrivano più volte dalla direzione, che giustamente valuta se si può sopperire alle carenze di organico con aiuti dalle Asl vicine. Inoltre, dall’anatomia patologica, e in particolare dal primario Paolo Viacava, arriva la richiesta di un medico.

Logopedisti, troppe riunioni. Curiosa, infine, la richiesta del direttore di riabilitazione Federico Posteraro. Che domanda l’assunzione di una logopedista e poi rivolge un appello al direttore generale: in neuropsichiatria infantile fanno troppe riunioni con i logopedisti, che si dia un taglio. L’unico, forse, che fa contento un primario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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