Il presidio
Lo strano caso del nuovo 118 Ora spunta il terzo incomodo
VIAREGGIO. Sta a vedere che la nuova centrale del 118 non si farà né in Versilia né a Pisa. In quello che sta diventando - come spiega la gustosa vignetta a fianco - una specie di risiko per la...
VIAREGGIO. Sta a vedere che la nuova centrale del 118 non si farà né in Versilia né a Pisa. In quello che sta diventando - come spiega la gustosa vignetta a fianco - una specie di risiko per la conquista della centrale unica della costa, spunta infatti il terzo incomodo: l’Asl di Livorno.
Lo sostengono i soliti bene informati. Secondo cui l’incredibile incertezza della Regione sull’argomento - la decisione doveva essere presa a inizio aprile, poi a metà mese, e invece ancora non c’è - si spiega anche con le tante, troppe candidature sulla Toscana costiera.
Anche Livorno, dunque, si sarebbe offerta per ospitare la postazione che in futuro coordinerà le ambulanze di quattro province. Non si capisce, tuttavia, in base a quali criteri. La Versilia e Pisa, almeno, parlano di aspetti tecnici e organizzativi. Le qualità della struttura all’interno dell’ospedale di Lido - l’unica a rispettare i vincoli antisismici e idrogeologici - è riconosciuta sia dai tecnici della Regione che dalle associazioni di volontariato. Che infatti si sono espressi a favore dell’Asl 12. Facendo arrabbiare i pisani: «Sia mai che una centrale 118 debba essere scelta solo perché rispetta i canoni antisismici». Un’affermazione degna del miglior Maurizio Crozza, se non fosse che a tirarla fuori sono stati tre sindacati seri come Cgil, Cisl e Uil. Da questa parte del confine, comunque, non hanno riso per niente. Anzi, l’hanno presa malissimo: i colleghi sindacalisti della provincia di Lucca hanno diramato una nota in cui prendevano le distanze da questa presa di posizione, più simile a quella di un partito territoriale che a un’organizzazione che rappresenta i lavoratori.
Resta, in ogni caso, l’incomprensibile attendismo di Firenze, che annuncia rivoluzioni clamorose salvo poi dover fare i conti coi potentati locali. Non ha mancato, infatti, di suscitare ironie la sparata dei sindacati pisani a favore della centrale 118 di Pontedera, guarda caso la “casa” del governatore Enrico Rossi. Ci sono valutazioni tecniche sull’organizzazione del 118 Versilia, avanti rispetto a quasi tutte le realtà toscane, e sul fatto che con appena 30mila euro (invece dei 500mila previsti) si adeguano i locali di Lido. Come si giustificherebbe un’eventuale bocciatura dell’Asl versiliese, a vantaggio dell’ospedale della città di cui Rossi una volta era sindaco? Ed ecco perché i maliziosi sono pronti a giurare che la Regione premierà Livorno, politicamente più importante di Viareggio, e arrabbiata per la vicenda Calamai (l’ex direttore generale Asl allontanata su richiesta dei sindaci) e per tutte le specializzazioni che perderà a favore di Pisa, a partire da neurochirurgia. E la Versilia? Tra i cocci di ferro, rischia di fare la fine di quello di vetro. (m.t.)
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