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Parco della Pace, la Fondazione è ancora sulla carta
È del 2009 la legge regionale che ne prevede la nascita e Firenze aveva stabilito il battesimo entro dicembre 2010
STAZZEMA. Dopo la buona notizia diffusa qualche giorno fa dalla stampa tedesca, che ha annunciato una possibile riapertura delle indagini su otto dei membri delle Ss imputati d’essere responsabili della Strage, Sant’Anna è sotto i riflettori “locali” anche per aspetti prettamente gestionali, che nulla hanno a che vedere con quella che sarebbe una decisione storica e di grande impatto emotivo. Anzi, sotto i riflettori non c’è il Parco nazionale della Pace, bensì la Fondazione Sant’Anna, che ancora non esiste. Ed è in ritardo per il suo insediamento di due anni e mezzo. La Fondazione infatti dovrebbe sostituire il comune di Stazzema nella gestione del Parco della Pace di S. Anna. Sarebbe insomma un organismo indipendente e più flessibile, poiché si occuperebbe esclusivamente delle attività del Parco, compreso il Museo della Resistenza e il Centro di accoglienza.
Le tappe. Andiamo a ritroso nel tempo. Nel dicembre 2009 la Regione Toscana ha approvato con legge la costituzione della Fondazione, e ha indicato un anno di tempo (dicembre 2010) entro il quale approvare uno statuto ed eleggere presidente e consiglio. In un anno, invece, il comune di Stazzema è riuscito soltanto ad approvare lo statuto (all’unanimità). Ma in sede di consiglio regionale esso ha subìto una modifica, quindi Stazzema lo ha dovuto approvare una seconda volta: siamo al 14 giugno 2011. A questa data, già oltre i tempi indicati dalla Regione, però tutto si è fermato; manca solo la nomina di un presidente, un consiglio di indirizzo e un direttore, da stabilire attraverso un bando pubblico. Non è chiaro quale sia il motivo per cui l’amministrazione di Stazzema, in primo luogo, e insieme a Provincia e Regione – i tre enti “propulsori” della Fondazione – non abbia ancora provveduto a far insediare i tre organismi che di fatto renderebbero funzionale la Fondazione stessa. Che adesso esiste soltanto su carta. Proprio il sindaco Michele Silicani annunciò pubblicamente che entro marzo 2013 la Fondazione si sarebbe insediata, davanti al presidente dell’Associazione nazionale partigiani e soprattutto al Consiglio congiunto di tutti i sindaci della Versilia, che si riunirono (novembre 2012) a Sant’Anna per opporsi alla decisione dell’archiviazione del processo contro le Ss decisa a suo tempo dai giudici di Stoccarda.
L’attacco di Lorenzoni. Sulla vicenda della Fondazione è intervenuto Gian Piero Lorenzoni, consigliere di minoranza di Stazzema. «L’amministrazione ha avuto quasi quattro anni di tempo ma ancora non ha costituito la Fondazione, nonostante l’ennesimo annuncio pubblico del sindaco Silicani, a novembre 2012 – sottolinea Lorenzoni – davanti ad una platea autorevole. Viene da pensare che lo slittamento non sia casuale, ma che si sia atteso di giungere alla fine del mandato (di Silicani, ndr). È indubbio che il Parco nazionale della Pace assicuri una visibilità personale al sindaco Silicani: in mancanza di una Fondazione, è il comune di Stazzema il referente per Sant’Anna. A confermare la mancata volontà di costituire una Fondazione – continua il consigliere di minoranza – c’è il rinnovo per due anni del contratto alla cooperativa che gestisce il Museo della Resistenza; al massimo si poteva fare una proroga e lasciare che fosse la Fondazione a scegliere come gestire il Museo. Questo ritardo va a scapito del Parco della Pace».
La risposta di Silicani. Replica prontamente il primo cittadino di Stazzema: «Macché ritardo – dice Silicani – stiamo semplicemente aspettando l’elezione del presidente della Repubblica, cioè attendiamo che il presidente della Regione Enrico Rossi, che in questi giorni è a Roma, abbia concluso il suo mandato di grande elettore. Dopodiché procederemo. Lorenzoni forse ignora che non sono io che convoco l’incontro. Il 24 marzo, giorno storico della visita del presidente Napolitano e del presidente tedesco Gauck, il presidente della Regione Rossi, il presidente della Provincia Baccelli ed io ci siamo accordati: ci riuniremo dopo la nomina del successore di Napolitano. E poi c’è anche un altro aspetto. Lorenzoni dimentica anche che il Parco della Pace è un parco nazionale: se aspettiamo è anche perché vorremmo sottoporre i nominativi al nuovo presidente della Repubblica. Comunque sia, rendiconterò su tutti questi aspetti nel prossimo consiglio comunale, che è ormai molto vicino: è fissato per il 30 aprile. Lorenzoni in questi anni ha solo dato poco al Parco delle Pace di Sant’Anna di Stazzema, e sinceramente sono davvero stanco di rispondere alle sue insinuazioni».
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