Il Tirreno

Versilia

Il commissario ritira il Piano della telefonia

di Donatella Francesconi
Il commissario ritira il Piano della telefonia

Contestato da cittadini, liste civiche e forze politiche, il provvedimento è sospeso Mannino: lo lascio alla valutazione dell’amministrazione del dopo elezioni

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VIAREGGIO. La protesta si era “infiammata” come per pochi argomenti ormai accade: raccolta di firme, manifestazione a Torre del Lago, liste civiche schierate con i cittadini, la presidente della commissione ambiente della Provincia, Isaliana Lazzerini, che ha chiesto pubblicamente il ritiro del provvedimento. Il risultato c’è stato: in un lungo comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri, il commissario prefettizio Domenico Mannino che aveva adottato il nuovo Piano per la telefonia mobile, ha annunciato di «aver deciso, in autonomia, di sospendere il provvedimento per sottoporlo all'esame della nuova Giunta comunale perché assuma i provvedimenti che riterrà più opportuni». Una scelta che è arrivata, scrive Mannino, «prendendo atto delle osservazioni anche non tecniche al Programma comunale degli impianti di telefonia mobile».

Nel sospendere l’atto che avrebbe dovuto portare in città gli impianti necessari non a telefonare, ma alla connessione Internet per i tablet (I-Pad e simili), Mannino ha voluto però spiegare come è arrivato alla scelta. «Viareggio è dotata di una Variante urbanistica per la localizzazione delle stazioni radio base per la telefonia mobile approvata nel 2009 al termine di un percorso amministrativo iniziato nel 2001 con il coinvolgimento di enti, associazioni e cittadini. L'entrata in vigore della legge regionale 49 del 2011 ha reso indispensabile adeguare la specifica variante urbanistica al nuovo "Programma comunale degli impianti", pena la decadenza della possibilità di governare le localizzazioni degli impianti di telefonia mobile sul territorio». In assenza di adeguamento, «gli operatori possono installare nuovi impianti nel rispetto solamente dei limiti radioelettrici di legge. Il Comune, pertanto, rischia di perdere completamente la possibilità di scegliere i siti ritenuti più idonei per il territorio». Alcuni Comuni toscani, nel procedimento adottato per adeguarsi alla legger regionale, «hanno previsto una maggiore partecipazione della cittadinanza e degli enti interessati. Tale procedura è caratterizzata da una preliminare approvazione dei criteri localizzativi, permettendo così la presentazione di osservazioni da parte dei cittadini per approdare poi all'approvazione finale del Programma. L'amministrazione straordinaria ha scelto quest'ultima via per garantire un percorso condiviso con i cittadini, prevedendo anche un'assemblea pubblica per la presentazione del progetto. D'altro canto le lievi modifiche presenti nel Programma rispetto alle scelte già contenute ed approvate nella Variante urbanistica del 2009, essenzialmente dettate da necessità di accorpamenti e delocalizzazioni - si prevedono in sostanza 4 nuovi impianti a fronte di 2 dismessi - hanno permesso di inquadrare il nuovo Programma degli impianti come un adeguamento della Variante in funzione alla mutata normativa di riferimento. Variante che è frutto di un percorso amministrativo molto partecipato e durato otto anni. Le scelte localizzative degli impianti sono supportate da uno studio di tipo radio-elettrico degli impatti previsti in conseguenza delle installazioni esistenti e di progetto, redatto dalla ditta Polab di Navacchio. Tale studio ha consentito di individuare correttamente le localizzazioni degli impianti nel rispetto dei limiti di legge e con il minor impatto elettromagnetico possibile compatibilmente con le esigenze del servizio di telefonia mobile, in attuazione del principio di precauzione».

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