Il Tirreno

Versilia

Elezioni, il Pdl ci crede «Siamo certi di vincere»

di Matteo Tuccini
Elezioni, il Pdl ci crede «Siamo certi di vincere»

Tonino Cima presenta la squadra di candidati e i punti del suo programma «Sgravi a chi assume giovani, sblocco dell’edilizia. E più forze dell’ordine»

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VIAREGGIO. Il Pdl ci crede, alla “reconquista”. Tonino Cima, candidato a sindaco del partito di Silvio Berlusconi per le elezioni del 26-27 maggio, lo dice chiaramente: «Sono sicuro di vincere».

Forte, del resto, è la convinzione che l’amministrazione di Luca Lunardini (caduta nel luglio scorso e sostituita dal commissario prefettizio) abbia fatto il massimo possibile, di fronte a un’eredità «da oltre 120 milioni di euro di debiti lasciati dalle giunte di sinistra». Convinzione che viene ribadita da Giovanni Santini, coordinatore provinciale del partito, e da Lunardini stesso. L’ex primo cittadino, dopo aver rinunciato alla ricandidatura, ritorna in prima linea per lavorare a fianco di Cima e del partito. La missione, tuttavia, è ardua.

Gli attacchi ai “traditori”. Nella presentazione ufficiale della lista di candidati al consiglio comunale, Santini, Cima e Lunardini insistono molto sulle difficoltà oggettive incontrate (la crisi economica e alcuni guai lasciati dalle vecchie amministrazioni), e sui “traditori”. «Tutti i giorni qualcuno minacciava di ritirarmi l’appoggio, se non cacciavo questo o quell’altro assessore», dice l’ex sindaco. Cima fa nomi e cognomi, e attacca Massimiliano Baldini («lui non rappresenta il centrodestra») e Paolo Spadaccini: «Dicendo no al regolamento urbanistico ha danneggiato la città, riportandola indietro di 40 anni». È un dato di fatto, però, che il centrodestra non è senza macchia nel declino di Viareggio: ha governato la città in quattro degli ultimi cinque anni.

I cinque punti del programma. Dopo un lungo prologo, Cima presenta i cinque punti che guideranno la sua ormai breve campagna elettorale. Il primo sarà un check-up finanziario del Comune, per capire qual è lo stato dei conti. Anche se Cima, fino a meno di un anno fa, era assessore. Comunque, l’idea dell’ex sindaco dei primi anni Novanta è di abbattere gli importi dei mutui contratti, che pesano come macigni sulle casse del Comune, e far ripartire gli investimenti nel 2015. Secondo punto, la sicurezza: qui Cima riserva un clamoroso attacco a questore e prefetto. «Dicono che a Viareggio va tutto bene, ma è solo per rassicurare i loro capi a Roma. La verità è che ogni luogo della città è divenuto insicuro. Servono più uomini delle forze dell’ordine, altro che discorsi». Terzo punto, il lavoro e le attività produttive: Cima propone sgravi fiscali alle imprese che assumono giovani e un rafforzamento dell’assessorato al turismo, fin qui trattato come l’ultima poltrona (con buona pace dell’ex collega Demo Pistoia). Quarto punto, lo sblocco dell’edilizia: «Dobbiamo far partire il regolamento urbanistico e le attività connesse. A partire dai terreni edificabili che oggi sono fermi». Infine, il sociale. Il candidato Pdl ha gioco facile nel rammentare l’incredibile cifra di 13 milioni destinati agli aiuti, non sempre spesi bene (ma perché la giunta Lunardini non l’ha ridotta?) e la necessità di togliere i benefici a chi non li merita. A partire dalla casa popolare.

I candidati. Sono Maria Barabino, Alessandra Berti, Jacopo Bonuccelli, Celestino Casula, Paolo Chiocchetti, Ninel Faina, Augusta Fantoni, Francesco Guidotti, Claudia Maracarli, Nicola Moriconi, Silverio Pagano, Maria Rosa Paoleschi Fanti, Aldo Paoli, Athos Pastechi, Giovanni Peralta, Susanna Piotto, Elisabetta Puccinelli, Rodolfo Salemi, Alessandro Santini, Fiorella Tozzi, Annamaria Vassalle, Carlo Venturini, Maurizio Viani, Stefano Zeribelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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