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Minorenne costretta a prostitursi: sfruttatore condannato a 8 anni

Minorenne costretta a prostitursi: sfruttatore condannato a 8 anni

La ragazza fu portata in Italia e poi picchiata e minacciata di morte per farla lavorare come squillo a Lido Nel 2009 fu la ragazza a denunciare i suoi aguzzini chiedendo l’intervento della polizia

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LIDO DI CAMAIORE. Il miraggio di un lavoro sicuro e una vita migliore in Italia. E poi per la ragazza romena arrivarono le botte e le minacce per costringerla a prostituirsi quando non aveva ancora compiuto 18 anni.

E ieri mattina in tribunale a Lucca sono arrivate due condanne per lo sfruttatore e la sua aiutante.

Squillo a Lido. Dopo averla sottoposta a violenze fisiche e averla costretta a subire rapporti sessuali di ogni genere la costrinsero a prostituirsi in un appartamento a Lido di Camaiore provvedendo a procurarle anticoncezionali e vestiti sexy e occupandosi direttamente delle inserzioni pubblicitarie a pagamento. Al vertice dell'organizzazione votata allo sfruttamento della prostituzione - secondo quanto rivelato dalle indagini della squadra mobile e confermato dai giudici ieri mattina - c’era un genovese di origine sarda: Domenico Vedda, 59 anni. I fatti contestati risalgono al periodo che va dal 9 al 29 gennaio 2009 quando la minorenne riuscì a sfuggire ai suoi aguzzini e a denunciare tutto alle forze dell'ordine. In sostanza l'organizzazione la costringeva con minacce di morte e violenze di ogni tipo a battere il marciapiede e poi si spartiva i suoi guadagni. La ragazza era sottoposta a continua sorveglianza. Nell’appartamento dove la ragazza esercitava la prostituzione è stato trovato un decalogo con le regole sugli orari di lavoro e sulle attività da svolgere. Tra le ipotesi di reato emerse durante le indagini c’era anche il sequestro di persona perché in una circostanza la ragazza venne chiusa a chiave nella camera da letto dell'appartamento in cui viveva da esponenti della gang. Questa ipotesi non ha però trovato conferme durante il dibattimento. Fu comunque la ragazza a ribellarsi in un momento in cui non era controllata chiedendo aiuto alla polizia.

Il giudizio. Al termine del dibattimento il collegio (presidente Valentino Pezzuti, a latere Letizia Di Grazia e Simone Silvestri) ha condannato Domenico Vedda a otto anni di reclusione e per sfruttamento della prostituzione. Per il reato di minaccia è stata condannata a tre anni e 500 euro di multa Michaela Daniela Ciupitu, 27 anni, romena, anche lei prostituta che avrebbe materialmente contattato la connazionale minorenne convincendola a venire in Italia e avviandola alla prostituzione e in seguito l'avrebbe minacciata di morte (con frasi del tipo «Ti mangio viva»). La ragazza era sottoposta a continua sorveglianza. Assolti con formula piena altri due presunti componenti della gang: Emanuele Moranda, 63 anni, genovese e Maria Murgia di 61 anni originaria della provincia di Alessandria.

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