Il Tirreno

Versilia

L’ospedale segna rosso: in calo tutti gli esami

di Donatella Francesconi
L’ospedale segna rosso: in calo tutti gli esami

Crollo delle mammografie tra 2011 e 2012, ma diminuiscono anche le ecografie In aumento i ricoveri in day hospital e tengono gli interventi chirurgici

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VIAREGGIO. Segno meno per l'ospedale Versilia: tra 2011 e 2012 l'attività svolta segna rosso, con un meno 5,6%. Tengono solo i ricoveri in day hospital: nel raffronto tra i due anni si segna un più 6,1%. Un recupero che coinvolge anche il numero totale dei ricoveri: meno 8,1% nel confronto 2007 e 2010 ma risaliti a meno 4,7% nel periodo successivo.

Il calo più drastico, però, si registra nelle prestazioni ambulatoriali: esami diagnostici di ogni tipo e difficoltà, ma anche analisi di laboratorio, riabilitazione. Per quanto riguarda la diagnostica, il dato totale 2011-2012 racconta di un calo pari al 21,1%. Fuori dal numero "secco" della percentuale si parla di 141.187 esami diagnostici nel 2009, passati a 117.038 nel 2012.

Il calo è così distribuito: in testa alla classifica ci sono le mammografie: meno 53,7% a fronte del più 69,6% nel confronto 2007 e 2010, ovvero 4.011 mammografie nel 2010 a fronte delle 2.567 eseguite nel 2012; segue tutto quello che in sanità viene definito come "interventistica", ovvero quegli esami diagnostici invasivi, con meno 43,7%, che significa 1.071 nel 2010 e 774 nel 2012. Diminuiscono gli ecocolordoppler (uno degli esami per i quali la lista d'attesa è più ingolfata) che segna un meno 27,2%.

In discesa le percentuali di ecografie (meno 26,8%), radiografie (meno 20,3%), risonanze magnetiche (meno 15,7%), Tac (meno 12,9%).

In numeri si parla di 21.388 ecografie nel 2009 passate a 16.082 nel 2012, 93,383 radiografie nel 2009 che diventano 77.340 lo scorso anno.

Sul fronte di tutto quello che comprende il settore degli esami di laboratorio, il calo complessivo è dell'8,6%. Con un dato che meriterebbe di essere spiegato nelle sue ragioni d’essere: nella Versilia in cui si muore per tumore più che per ogni altra malattia e più che in qualsiasi altra Asl della Toscana, diminuisce anche l'attività dell'ospedale relativa ad anatomia e istologia patologica: meno 9,1% a fronte di un più 15,8% del triennio 2007-2010. In cifre erano 33.002 le analisi di questo tipo nel 2009 e sono diventate 30.238. Le analisi cliniche del laboratori di analisi calano dell'8,6%.

Lieve, invece, la flessione degli interventi eseguiti in sala operatoria: meno 0,6% tra 2011 e 2012, con 17.247 interventi nel 2009 e 17.069 nel 2012.

Il numero secco delle prestazioni che diminuiscono è così indicato: 4.420.003 prestazioni erogate nel 2009, a fronte delle 4.332.392 del 2012. Con una punta di 4 milioni e 697.923 nel 2010.

Tra le cause, non è un segreto, guadagna il primo posto l’introduzione dei ticket: i costi tra sanità pubblica e sanità privata sono ormai analoghi (ed in alcuni casi inferiori a vantaggio del privato) a fronte di tempi di attesa che nella sanità pubblica restano infiniti per molte delle esigenze di salute dei cittadini. C’è poi l’indicazione della Regione di una maggiore “appropriatezza” delle prescrizioni dei medici di base. Ma è anche vero che alcuni esami diagnostici, come la mammografia, dovrebbero comunque essere tra quelli per cui nel conto totale rientra anche la prevenzione. Terza possibile causa, il fatto che si risparmia: anche sulla salute, in tempi di crisi. Ma l’ospedale c’è. E resta aperto anche se i macchinari stanno fermi, se i medici non visitano, se la “clientela” sceglie altri ambulatori ed altri camici. Ed allora la domanda è inevitabile: per quanto si potrà ancora affermare, credendoci, che nessuno smantellamento della struttura è previsto?

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