Il Tirreno

Versilia

Stroncato dalla meningite

Una città in lacrime ha detto addio al piccolo Niccolò

Una città in lacrime ha detto addio al piccolo Niccolò

CAMAIORE. Quella piccola bara bianca che attraversa la città sotto la pioggia, sostenuta dal padre e dallo zio di Niccolò. E una folla mesta e silenziosa che straripa dalla chiesa di Frati e poi più...

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CAMAIORE. Quella piccola bara bianca che attraversa la città sotto la pioggia, sostenuta dal padre e dallo zio di Niccolò. E una folla mesta e silenziosa che straripa dalla chiesa di Frati e poi più tardi si assiepa - i volti rigati di lacrime impossibili da trattenere - sulla piazza del Prado e poi sulla strada che porta al cimitero della Badia. L’intero paese di Camaiore si è unito nella giornata di Pasqua in un immenso abbraccio con i familiari del piccolo Niccolò Marchetti, ucciso la scorsa settimana a quattro anni da una meningite fulminante. Durante la messa celebrata da don Florio nella chiesa di Frati, sulla bara sono stati appoggiati il vestito di carnevale preferito dal bambino e una bella immagine che ne mostrava il volto sorridente. La gente riempiva l’edificio e sostava sulle scale, impossibilitata a entrare. Poi il corteo con i familiari - in testa c’erano il padre Fabrizio, la madre Fatima, assieme ai nonni e agli zii - ha raggiunto la piazza del Prado su un carro funebre della ditta La Badia. Da lì la colonna in lacrime ha raggiunto il cimitero dove il piccolo Niccolò ha trovato l’ultima dimora. «Il nostro amore è andato in cielo e sarà la stella più bella», questo il saluto voluto dalla mamma e dai familiari.

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