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ReteVersilia, bufera ristrutturazione

ReteVersilia, bufera ristrutturazione

Letto in onda il comunicato sindacale: indisponibili ad ulteriori ritardi per stipendi e piano di rilancio

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VIAREGGIO. Slc-Cgil e Fistel-Cisl, unitamente alle rappresentanza sindacali aziendali e ai lavoratori di Rete Versilia spiegano cosa sta accadendo all’emittente della Misericordia. «Da tempo - si legge nel comunicato letto anche in onda, ed è la prima volta che accade - la situazione è critica a causa di una crisi complessiva di settore, che passa da una riduzione sostanziale dei contributi statali e dal calo degli introiti pubblicitari e delle commesse, anche da parte degli enti pubblici, alla quale, però, riteniamo che si uniscano tutte le criticità derivanti dal non avere un progetto organizzativo definito che guardi alle difficoltà di oggi e si preoccupi di fare una pianificazione industriale. Per un rilancio che avvertiamo quanto mai necessario e possibile».

Il problema della raccolta pubblicitaria c'è «e ci si potrebbe lavorare, coniugando una più funzionale organizzazione di questa attività, per incrementarne i risultati, alla ottimizzazione del prodotto televisivo, che fa da traino per l'incremento del pubblico e delle commesse pubblicitarie».

Al momento, i sindacati e le Rsa «stanno discutendo una cassaintegrazione in deroga, per una parte dei lavoratori, che se da una parte rappresenta uno strumento di tutela necessario, per i lavoratori, dall'altra, solleva più di un interrogativo, per il numero così alto dei dipendenti che vi verrebbero inseriti, tale da provocare un'inevitabile e sensibile contrazione dell'offerta dei programmi. A queste considerazioni, aggiungiamo che la cassaintegrazione può essere uno strumento utile per la gestione delle difficoltà correnti (siamo noi che l'abbiamo sollecitata, anche per il breve periodo fatto sul finire del 2012), perché solleva temporaneamente l'azienda dal carico di alcuni costi, ma deve essere accompagnata da una progettazione e pianificazione che punti al rilancio. È su questo versante che si addensano maggiormente le preoccupazioni, poiché è da mesi che stiamo incalzando l'azienda sulla necessità di un piano industriale, che non si può esaurire semplicemente con l'incremento dei canali di trasmissione. E, al momento, non c'è altro».

Riguardo il ritardo del pagamento degli stipendi, «avevamo già contrattato un recupero del credito pregresso - ricordano i sindacati - attraverso una formula di rateizzazione partita a gennaio, che però registra già un primo ritardo, per febbraio. Purtroppo, a questo si è unito il mancato pagamento dello stipendio del mese relativo e, ora, ci stiamo avvicinando ad un'altra scadenza. Abbiamo già fatto presente all'azienda l'indisponibilità a sopportare ulteriori dilazioni, visto che stiamo discutendo per l'attivazione di un ammortizzatore, che servirà anche per contenere, nel breve periodo, i costi fissi legati al personale».

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