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Baccelli sicuro: nel nuovo piano l’impianto non ci sarà più
PIETRASANTA. «Nel nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti l’inceneritore di Falascaia non c’è. E la volontà politica è chiara: Falascaia non ci sarà più». Stefano Baccelli, presidente della...
PIETRASANTA. «Nel nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti l’inceneritore di Falascaia non c’è. E la volontà politica è chiara: Falascaia non ci sarà più». Stefano Baccelli, presidente della Provincia, replica così a Franco Borchi, direttore della Comunità di Ambito Ato Toscana per quanto attiene alla gestione dei rifiuti. Certo, ammette Baccelli, «per mettere una pietra tombale sulla vicenda inceneritore in Versilia occorre il nuovo Piano. Ma abbiamo fatto un incontro giovedì con le altre province e con i Comuni coinvolti per chiudere la bozza di Piano ed andare all’adozione». Primo passo verso l’approvazione che rende definitivi, fissati neri su bianco, gli intenti dei territori in quanto a politica di gestione dei rifiuti. Sui tempi, però, di un Piano che da oltre un anno dovrebbe essere cosa fatta, ancora non si sa niente. Se non che nell’incontro di giovedì qualche problema sembra rimasto sul tavolo.
Ma Borchi pone un’altra questione, alla quale Baccelli risponde per le rime: il fatto che non sia sufficiente non menzionare nel nuovo Piano l’inceneritore perché l’impianto si volatilizzi come toccato da una bacchetta magica. Secondo il direttore di Ato, deve essere indicata nel Piano la nuova destinazione: «Il Piano interprovinciale dei rifiuti - replica Baccelli - deve prevedere le infrastrutture tipiche del trattamento dei rifiuti. Sarà l’amministrazione comunale di Pietrasanta, nei suoi atti amministrative, a fissare nero su bianco cosa si fa con Falascaia. Non il Piano dei rifiuti».
Perché non vi siano equivoci di sorta, Baccelli conclude: «Vorrei ricordare che la Provincia ha revocato l’autorizzazione all’impianto e che questo è l’unico vero atto amministrativo esistente per quanto attiene alla chiusura dell’inceneritore. Che, lo dico senza mezza termini, non riavrà l’autorizzazione all’esercizio».
Al direttore di Ato si rivolge anche Maura Cavallaro, assessore provinciale all’ambiente: «Sta facendo una prova di forza e non capisco perché...».
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