Il Tirreno

Versilia

Negozi e appartamenti nelle aree delle fonderie

di Luca Basile

Svincolata dal Comune la destinazione artigianale dei laboratori del centro Per il Pdl è un colpo mortale, per il Comune è un’occasione per valorizzarli

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PIETRASANTA. Cosa ne sarà dei, pochi, laboratori artistici ancora oggi presenti nel centro storico? «Il nuovo regolamento urbanistico li cancellerà definitivamente: un colpo al cuore ad una tradizione che appartiene a tutta la comunità» tuonano dal Pdl. «Al contrario, il nostro è un tentativo, l'unico fatto in questi anni, per valorizzarli» replicano dal palazzo.

Dove sta allora, la verità? Come al solito, a metà strada: il numero di fonderie, laboratori e piccoli piazzali ancora operativi all'interno o nelle immediate vicinanze delle mura cittadine, si contano, forse, sulle dita di due mani: troppe le problematiche che si legano a norme, criteri igienico-sanitari, concorrenza, crisi economica, controlli e via dicendo. Molti - ad esempio Franco Cervietti e ancora i fratelli Rossi - si sono spostati in altra sede, leggi Portone o Pio Campana, altri - fra questi anche coloro che tre anni fa avevano inscenato azioni di protesta sulla questione hanno chiuso i battenti.

«Ma se, come previsto dal regolamento già adottato, si permette la ristrutturazione urbanistica in queste aree, dando il via libera ad insediamenti commerciali e residenziali, perché mai un artigiano dovrebbe tirare avanti la propria attività? - sentenzia il gruppo consiliare del Pdl - Fa due conti, chiude il laboratorio e fa la sua giusta operazione immobiliare, consentita da un'amministrazione di centro-sinistra che fino a tre quattro anni fa protestava e chiedeva misure per la rinascita dei laboratori nel centro. Quanta ipocrisia a rileggere la storia, ogg».

Parole rigettate dall'assessore Rossano Forassiepi. «Domanda: ma cosa ha fatto l'amministrazione Mallegni per tutelare queste realtà? Niente. Infatti in molti hanno chiuso ed i pochi rimasti tirano avanti fra notevoli difficoltà. Abbiamo così deciso, tramite il nuovo regolamento, di svincolare la destinazione artigianale: i titolari di attività potranno valorizzare i loro stessi laboratori, mantenendo l'attuale destinazione e, al tempo stesso, potranno riconvertire le aree attigue a fini commerciali o ancora residenziali, a seconda dei singoli casi. L'economia, negli ultimi anni, ha stravolto molti meccanismi, inutile insistere sulle posizioni del passato o su che cosa si pensava e si diceva quando la crisi ancora non si era fatta sentire, ma è necessario trovare soluzione per far sì che i piccoli artigiani o ancora i proprietari di queste aree non falliscano o chiudano sommersi da un mare di debiti. Questa amministrazione - continua Forassiepi - i laboratori artistici intende valorizzarli e lo fa con una procedura di carattere urbanistico che viene incontro alle nuove esigenze imprenditoriali. Vogliamo tutelare le nostre tradizioni e riteniamo che il regolamento così come proposto sia la soluzione giusta. Poi, per carità, non esistono formule sicuramente vincenti e le nostre scelte sono opinabili, ma di certo lasciare le cose come stanno oggi, non serve assolutamente a niente. E i risultati - aggiunge Forassiepi - intesi come chiusure del laboratori artistici che si sono succedute negli ultimi anni, sono sotto gli occhi di tutti. Anche di chi ha guidato la città fino a pochi anni fa senza proporre qualcosa di veramente concreto e risolutivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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