Italia
Centinaia di parti civili udienza rinviata al 2 aprile
È il tempo assegnato dal giudice Dal Torrione ai difensori dei 32 imputati per esaminare le richieste di costituzione, tra le quali quelle di enti e sindacati
VIAREGGIO. Hanno sfilato in silenzio, dal parcheggio del Polo fieristico all’ingresso della struttura dove ieri mattina si apriva l’udienza preliminare del procedimento giudiziario per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009. “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere: basta con le stragi impunite”: così il nuovo striscione portato all’attenzione di tutti dai volti tirati di chi da quattro anni piange i propri morti, da chi lotta con le ferite lasciate dalle ustioni, da chi ancora non si è dato pace per le macerie e la vita sconvolta.
Fuori dai cancelli l’attenzione dei media nazionali, dentro l’aula il pool della Procura guidata da Aldo Cicala che ha affidato le indagini lunghe e complesse alla Polfer, il giudice per l’udienza preliminare Alessandro Dal Torrione con il proprio ufficio, i difensori dei trentadue imputati, i legali delle parti lese pronte a costituirsi parti civili. Al termine della prima giornata di udienza saranno un centinaio le richieste di costituzioni. Tutte nelle mani degli avvocati degli imputati da qui al 2 aprile, quando il giudice ha fissato la nuova udienza. Sta a loro presentare eccezioni rispetto alle costituzioni e dunque alla possibilità o meno di partecipare al processo per chi non ha accettato i risarcimenti delle assicurazioni e per gli enti (Comune, Provincia e Regione), oltre che per i sindacati (Cgil nazionale, Filt-Cgil e Orsa) e le associazioni come la stessa “Il mondo che vorrei”, Medicina democratica e il Comitato “Matteo Valenti”.
In aula non si sono presentati, invece, gli imputati. Dichiarati tutti “contumaci” in quanto non hanno motivato la propria assenza con legittimi impedimenti. Sono trentadue, come le vittime: dirigenti e vertici di Ferrovie dello Stato, Rfi, Trenitalia, della Gatx (proprietaria dei carri merci coinvolti nel disastro), Officina Jungenthal di Hannover e Cima riparazione di Bozzolo (Mantova). I capi di imputazione contestati dalla Procura sono disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Che si sommano alle contestazioni in materia di violazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La giornata si è aperta con le eccezioni presentate da tre società del Gruppo Fs e dal legale di Giuseppe Pacchioni (Cima riparazioni) relativamente alle notifiche che gli stessi non avrebbero ricevuto dalla Procura che ha inviato l’avviso di chiusura indagini attraverso la posta certificata che ogni professionista è tenuto ad avere. Oggi le notifiche contestate saranno nuovamente recapitate e questo non allunga i tempi dell’udienza che proseguirà - per tutti gli altri imputati - il 2 aprile. Quando starà al giudice comunicare quante delle parti civili saranno effettivamente ammesse al proseguo dell’udienza e, poi, al dibattimento.
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