Il presidio
Napolitano a Sant’Anna Silicani: si avvera un sogno
Il sindaco di Stazzema ricorda il primo incontro con il presidente nel 1996 e ripercorre il lungo cammino con cui si è giunti all’evento di oggi
SANT’ANNA DI STAZZEMA. Il “galateo” con cui è previsto che si riceva un capo di stato – il “cerimoniale” – gli ha fatto venire il fiato corto, ma ha gli occhi che brillano Michele Silicani, il sindaco del comune-mignon della Versilia storica che è riuscito a portare a termine un’impresa straordinaria. Oggi alle 12, il presidente Giorgio Napolitano giungerà a Sant’Anna: nel luogo-simbolo che consegna non solo alla memoria, ma anche alla coscienza, gli effetti provocati da quell’immane tragedia che fu il nazi-fascismo. Insieme a lui, ci sarà il capo di stato tedesco, Joachim Gauck. Sono sette anni che il sindaco lavora a questa impresa: con testardaggine. Del resto quel primo incontro – avvenuto nel 1996, a Sant’Anna, quando Napolitano venne in visita in qualità di ministro degli Interni – per Silicani fu più che significante: «Mi ispirò come un padre – dice – Io parlavo mentre gli reggevo l’ombrello, pioveva, e si camminava verso il Monumento Ossario. Ero un fiume in piena: e lui mi ascoltava ...».
L’elezione. È il 10 maggio 2006 e Silicani sente alla radio la notizia dell’elezione al Colle di Napolitano. «Ventiquattro ore dopo aveva già, anticipata per fax, una lettera con cui lo invitavo a Sant’Anna». E «nel giro di qualche ora ricevevo la telefonata del capo di gabinetto Donato Marra, che mi anticipava la risposta del Presidente. Napolitano scriveva: “Se la salute mi assisterà, verrò sicuramente”».
I tre tentativi. In questi sette anni è capitato tre volte che l’Ospite del Colle fosse in procinto di giungere. Nel 2008, ad esempio: il 12 agosto. Nulla di fatto. Silicani ci ritenta. Spunta l’ipotesi del giugno 2009, ma Napolitano è chiamato a dare una barlume di speranza alle imprese del Made in Italy che anelano nuovi mercati: «Proprio in quelle settimane – ricostruisce il primo cittadino di Stazzema – il nostro Capo dello Stato era in Cina per rilanciare l’economia». Silicani continua il suo “pressing”. È il 2012, e i feed back che gli arrivano dal Colle lo inducono a pensare che “ci siamo”: «Per la prima volta – ci racconta – era stata scelta una data: il 28 agosto. Venti giorni prima, però è arrivata la disdetta». E il sogno del sindaco del Piccolo Comune si infrange per la terza volta; Napolitano «in quell’estate era molto provato – dice Silicani – per la morte di un suo consigliere», Loris D'Ambrosio, 64 anni, magistrato e suo consigliere giuridico. Poi s’era messa di mezzo anche la politica: non dimentichiamo, che l’estate scorsa il governo Monti ha mandato in orbita riforme cruciali, dalla spending review al decreto sviluppo.
Quell’invito inaspettato. Dopo appena qualche mese, gli eventi avrebbero però riservato una graditissima sorpresa a quel sindaco tanto tenace. È l’inizio di novembre. «Sono le 8.30 e mi squilla il telefono – è ancora emozionato l’ex presidente della Comunità Montana – E chi mi cerca? Carlo Guelfi, della segreteria del Presidente. Mi dice che il giorno successivo, mi sarebbe arrivato l’invito per la cerimonia di consegna dell’onorificenza al merito della Repubblica italiana a Martin Schulz», il presidente del parlamento europeo». Mancavano poco meno di 48 ore all’evento: «Ho chiamato il mio vicesindaco (Maurizio Verona, ndr) e l’ho fatto guidare sino a Roma e siamo arrivati». Un’altra grande emozione per il sindaco versiliese che in effetti – per la soglia del Quirinale – aveva già avuto il suo battesimo del fuoco.
Il divanetto e la poltrona. Arrivato al Colle, attende per pochi minuti. «Entro nella stanza e lo vedo». Il sindaco del comune inerpicato su per i monti della Versilia cerca per sè una posizione defilata. «Io mi volevo sedere di lato su quel divanetto – confessa – e invece lui mi ha fatto cenno che dovessi mettermi nel mezzo... A sinistra avevo Schulz e a 50 centimetri lui, seduto sulla sua poltrona...». E dopo un po’ di batticuore, il sindaco si fa sopraffare da quel suo spirito battagliero e pragmatico e torna, di nuovo, alla carica con l’Invito. «In un momento in cui non c’erano giornalisti, non c’erano telecamere accese Verona ed io chiedemmo se c’era la possibilità che il Presidente venisse a Sant’Anna. Ci fu risposto: “Faremo il possibile”». È stato fatto.
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