Italia
Contro i permessi a pagamento esposto in Procura
Oltre 100 residenti del centro chiedono l’annullamento della delibera che mette a pagamento i pass per la sosta
VIAREGGIO. No ai permessi a pagamento per la sosta. Oltre cento residenti del centro città chiedono l’annullamento della delibera del commissario che, dal 1º gennaio scorso, ha istituito i pass a pagamento per il parcheggio nella zona blu. Lo fanno con un esposto in Procura, corredato da oltre 100 firme, che è stato consegnato venerdì scorso.
Nel mirino dei residenti, però, c’è l’intero sistema della sosta a pagamento in città. Che - secondo chi protesta - si basa su alcune irregolarità. La prima delle quali è la dimensione degli stalli: sono piccoli e disegnati male, e ostacolano il transito delle auto nella maggior parte dei casi. Si prende ad esempio il pronunciamento di un giudice di pace marchigiano, che ha annullato decine di multe per questo motivo.
«Questa delibera è un abuso - scrive Alfredo Raffaelli, ex agente della polizia municipale in pensione e residente in via Vittorio Veneto - perché obbliga una parte di cittadini residenti a Viareggio, proprietari di una o due auto, a pagare 20 euro per la prima auto e 100 euro per la seconda auto nei parcheggi a pagamento istituiti a seguito della stipula di un contratto capestro, e tutto da interpretare, tra la precedente amministrazione comunale e la Mover». La delibera, insomma, viene ritenuta «non equa, in quanto considera i cittadini del centro città diversi dagli altri, penalizza la seconda autovettura come se fosse un privilegio e non una necessità, e non garantisce nonostante il pagamento un parcheggio sicuro».
I residenti, inoltre, «chiedono alla Procura di indagare sulla regolarità della delibera, in quanto la stessa è adottata contro quanto stabilito dall’articolo 7 comma 6 del Codice della strada, che recita: “Le aree destinate al parcheggio a pagamento devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”». Il guaio, secondo questi residenti, è che negli anni si è puntato a realizzare più stalli blu possibile, col risultato di prevederne alcuni dalle dimensioni ridotte, solo al fine di far cassa. «Il Codice della strada - si legge nell’esposto - obbliga le amministrazioni comunali al rispetto delle seguenti misure minime: 2 metri per 4,80 (sosta inclinata), 2 per 5 (sosta perpendicolare e sosta longitudinale). Se tali misure non vengono rispettate, gli stalli sono inefficaci e non possono divenire oggetto di sosta a pagamento. Tra l’altro, il mancato rispetto della misura minima dà origine a un maggior numero di strisce blu, e questa è una forzatura che si avvicina alla truffa».
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