Il Tirreno

Versilia

Visite ed esami urgenti? Solo se sono giustificati

di Matteo Tuccini

Da aprile i medici dovranno specificare sulla ricetta il motivo della richiesta E i “codici di priorità” stabiliranno se la prestazione va fatta subito oppure no

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VIAREGGIO. Stop alle prescrizioni “facili” di visite ed esami sanitari. Dal 1º aprile l’Asl 12 Versilia chiederà ai medici di famiglia di specificare sulla ricetta rossa il motivo della richiesta. Una sorta di giustificazione vera e propria, con cui il dottore dovrà spiegare il perché ritenga che il paziente abbia bisogno di quel tipo di prestazione. E non è tutto.

Il medico dovrà inserire, sempre nella ricetta, dei cosiddetti “codici di priorità”. Che stabiliranno i tempi di attesa massimi per la prestazione. Questo significa che con il codice di massima urgenza la visita o l’esame dovrà essere svolto entro 72 ore. In caso opposto, l’appuntamento potrà essere dato anche dopo mesi. Rispettando, ovviamente, i tempi massimi di attesa decisi dalla Regione.

Il caso della risonanza. Finisce, insomma, l’èra della ricetta con la semplice indicazione della visita o esame da fare, o con le scritte “accertamento” o “controllo”. E per fare un esempio di come cambierà l’erogazione del servizio, si pensi alla risonanza al ginocchio. È questo uno degli esami nel mirino della Regione, perché spesso viene prescritto senza motivo. Ebbene: un ragazzo di 15 anni che si infortuna al ginocchio durante una partita di calcio avrà la priorità rispetto a un anziano che ha una sospetta artrosi. Il medico, nel primo caso, scriverà il motivo delle richiesta della prestazione, inserendo un codice di priorità superiore al secondo. «In questo modo - spiega il direttore di radiologia dell’ospedale Versilia, il dottor Claudio Vignali - riusciremo a inserire i casi urgenti in un percorso diverso rispetto a quelli che non sono tali. Abbattendo le liste d’attesa e migliorando la qualità del servizio». In effetti, come spiega anche il direttore sanitario dell’Asl, Grazia Luchini, è proprio su Tac e risonanze che l’azienda sanitaria versiliese ha le maggiori difficoltà nel rispettare i tempi d’attesa minimi (70 giorni).

Gli investimenti su radiologia. La diagnostica, si sa, è uno dei punti chiave del servizio sanitario pubblico e privato. Ecco perché la direzione dell’Asl e il primario Vignali annunciano una serie di investimenti sul reparto di radiologia del Versilia. Il primo investimento, di circa 1 milione di euro verrà deliberato a breve: «Si tratta - spiega Vignali - di una ristrutturazione del reparto e delle apparecchiature, con la creazione di due sale per il pronto soccorso radiologico. Lo faremo grazie all’acquisizione di una stanza che avevamo in comune con la sala gessi, e ci darà anche la possibilità di far passare i codici bianchi da un percorso diverso rispetto al pronto soccorso». Quando questa ristrutturazione sarà terminata, verrà chiuso definitivamente il servizio di radiologia al presidio ex Tabarracci (vedi box). Gli altri investimenti riguardano l’acquisto (70mila euro) della macchina per la colonscopia virtuale, che consentirà di fare screening e diagnosi del tumore del colon-retto con un metodo meno invasivo rispetto alla colonscopia tradizionale, e il rinnovo del programma per l’acquisizione e l’archiviazione delle immagini radiologiche. «Grazie a questo nuovo sistema informatico - dice Vignali - non saremo più isolati rispetto alle nostre Asl. Le nostre analisi saranno condivise con quelle delle altre aziende della costa tirreniche, compresa Livorno, con cui le procedure per la neurochirurgia erano diventate troppo complicate e decisamente fuori dal tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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