Il Tirreno

Versilia

verso le amministrative

Ricetta anti-crisi dell’Udc vendere tutto il possibile

Ricetta anti-crisi dell’Udc vendere tutto il possibile

VIAREGGIO. «Le condizioni finanziarie del Comune di Viareggio sono molto preoccupanti. Viareggio non è sola: ben 55 capoluoghi di provincia sono sull'orlo del dissesto finanziario. La verità è che i...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Le condizioni finanziarie del Comune di Viareggio sono molto preoccupanti. Viareggio non è sola: ben 55 capoluoghi di provincia sono sull'orlo del dissesto finanziario. La verità è che i Comuni hanno sostenuto una spese corrente al di sopra dello loro effettive possibilità, mentre le spese per gli investimenti non sono di certo aumentate». Parla così Paolo Spadaccini, ex presidente del consiglio comunale nell’amministrazione del sindaco Lunardini, oggi candidato a sindaco, non necessariamente sotto il simbolo del’Udc, suo partito di appartenenza.

Concentrandosi su Viareggio, Spadaccini prosegue: «Se la crisi finanziaria fa temere, addirittura, un probabile dissesto finanziario le risposte che danno le coalizioni che si sfideranno il 26 e 27 maggio (sempre che le elezioni si tengano…) mi sembrano del tutto irrisorie. Nel più inconcludente buonismo si parla solo di "piano di risparmi", di "gestioni oculate", di "riorganizzazione dell'apparato comunale" ed altre amenità del genere. Non credo che un malato gravissimo (come se la mancanza di liquidità fosse una febbriciattola…) si possa curare con la camomilla! Il momento dovrebbe indurre ad una presa di posizione ferma e conseguenti responsabilità più serie. Si ha forse paura delle parole? ».

Spadaccini è netto: «Se Viareggio vuole uscire da questa crisi occorrono provvedimenti eccezionali: «Se non si ricorre ad alienare tutto quanto non occorre al Comune per assolvere ai propri compiti di erogazione dei servizi essenziali ai cittadini, come si può risolvere l'attuale, fortissima crisi di liquidità? Alienare significa vendere, e non svendere, e ciò dovrebbe avvenire dopo un'adeguata valorizzazione del patrimonio comunale». Alienare -, insiste Spadaccini, «per abbattere il debito strutturale che ci portiamo dietro da anni. Questo enorme debito che sta schiacciando Comune se lo deve pagare il Comune stesso, con l'alienazione dei propri beni, senza ricorrere ad una tassazione forsennata che travolge cittadini e imprese. E soprattutto basta con questi comuni impegnati in una serie di attività che non sono le loro prerogative istituzionali e, magari, non erogare i servizi essenziali alla comunità. Che il Comune restringa il proprio campo d'azione e faccia le cose essenziali, quelle che nessun altro potrà mai fare (scuole, strade, marciapiedi… ). Nessuno piangerà se il Comune avrà venduto, o dato in concessione, stalle, bagni, case, fabbricati di vario genere, terreni …Anzi, sotto un certo punto di vista, rappresentano un peso…tanto non rendono nulla!».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web