Il Tirreno

Versilia

Ditta denuncia Bertola: ci ordinò lavori al telefono

di Gabriele Dini

La Ceragioli Costruzioni reclama dall’amministrazione oltre 800mila euro Ma l’ex sindaco replica: «Questo tipo di disposizioni non le ho mai date»

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CAMAIORE. Continua il braccio di ferro tra l’azienda Ceragioli costruzioni e il Comune di Camaiore per i lavori assegnati e poi non pagati. Mesi fa il proprietario della ditta minacciò di ricorrere alle vie legali. Ora l’imprenditore ha presentato la sua denuncia tramite il suo legale, l’avvocato di Firenze Valerio Pardini. Oltre a chiedere 890mila euro all’amministrazione (cosa già emersa a novembre) nel suo esposto la Ceragioli chiama in causa direttamente anche le persone che avrebbero conferito una serie di incarichi all’azienda per i quali non è stata ritrovata documentazione in comune senza la necessaria documentazione: tra i nomi elencati nell’atto di citazione c’è anche l’ex sindaco Giampaolo Bertola, al quale viene chiesto di pagare 17mila euro di tasca sua. Secondo l’azienda l’allora primo cittadino a pochi giorni dalle elezioni chiese alcuni interventi - tra i quali lo sfalcio dell’erba in alcune zone del territorio comunale - con una telefonata. Bertola replica: «Non ho mai chiesto di fare lavori con ordini verbali, e dell’erba si occupavano altre ditte. Gli altri lavori che vengono contestati sono stati attribuiti con determine dirigenziali, il sindaco non può essere a conoscenza di tutto».

La vicenda. I lavori contestati dalla Ceragioli costruzioni sarebbero stati effettuati tra il 2010 e l’agosto 2012. in molti casi - come spiega l’avvocato Pardini - si tratterebbe di extra ad altre opere oggetto di formale contratto d’appalto. Nell’esposto si citano per esempio gli interventi per il parcheggio di Gombitelli, affidati proprio alla Ceragioli. Mentre i lavori erano in corso il Comune, tramite i responsabili del procedimento - che secondo l’azienda erano l’ingegner Filippo Bianchi e il collega Sergio Boschi - «chiese e ottenne che la ditta eseguisse importanti opere rispetto a quelle formalmente appartate, in particolare la realizzazione di numerosi muri di contenimento in cemento armato». Al momento di richiedere il pagamento di questi interventi extra la ditta avrebbe ricevuto un diniego. Poi l’elenco va avanti citando lavori sulle strade o alle fognature in varie zone del territorio comunale come alla Pieve, in via delle Silerchie e a Lido. E per tutti questi casi gli uffici comunali avrebbero rifiutato il pagameno dei corrispettivi dicendo di non trovare la documentazione.

La richiesta danni. In totale il conto presentato per i lavori “fantasma” ammonterebbe a 890mila euro. L’avvocato della Ceragioli costruzioni fa poi notare che i contratti pubblici devono essere stipulati «per scritto». Mentre «il contratto tra l’appaltatore e il committente-appaltante (inteso come soggetto che in concreto conferisce l’incarico) può legittimamente perfezionarsi senza vincoli di forma». Per questo la ditta chiama in causa, chiedendo loro di corrispondere i pagamenti mancanti, anche le persone che hanno materialmente dato gli incarichi: l’allora dirigente ai Lavori Pubblici Lucchesi, il già citato ingegner Bianchi e poi, l’allora sindaco Bertola (che avrebbe chiesto dei lavori al telefono). A quest’ultimo la ditta chiede esattamente 17.000 euro per lavori di sfalcio dell’erba e ripristino della pavimentazione in alcune strade comunali alla Pieve, a Santa Maria Albiano e a Fibbiano, richiesti nel maggio 2012, a pochi giorni dalle elezioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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