Italia
Il voto di maggio appeso ai conti del bilancio
Il commissario prefettizio Mannino scrive ai candidati a sindaco: risposte definitive solo quando avrò chiuso l’esercizio finanziario relativo al 2012
VIAREGGIO. «Ogni risposta definitiva sulla situazione finanziaria del Comune di Viareggio potrà venire non prima dell’esame dell’esercizio finanziario 2012». Ha scritto così, ieri mattina, il commissario prefettizio Domenico Mannino, ai potenziali candidati a sindaco Massimo Baldini (Movimento cittadini), Max Bertoni (Movimento Cinque stelle), Walter Ghiselli (“Insieme per cambiare”), Rossella Marina (“Viareggio tornerà bellissima”) e all’ex senatore di Rifondazione, Milziade Caprili (che al centrosinistra avrebbe chiesto un appello per la propria non scesa in campo). La comunicazione non comprende Leonardo Betti, candidato del centrosinistra, in quanto Betti ha già incontrato Mannino subito dopo le primarie.
«Ho ricevuto - scrive Mannino ai “papabili” in indirizzo - richiesta di incontro avente ad argomento mento la situazione finanziaria del Comune. Premesso che ho più volte fornito tutte le informazioni di cui sono in possesso, informo che solo il 22 febbraio è stato pubblicato il decreto dei ministero dell’interno e dell’economia che individua per il triennio 2013-2015 i parametri obiettivi per l’individuazione degli Enti locali strutturalmente deficitari che troveranno applicazione dall’approvazione dei documenti di bilancio consuntivo 2012 al bilancio preventivo 2014».
Una risposta che ha riacceso l’allarme del “non si vota”. Su questo, Mannino - visibilmente saturo di questo balletto di ipotesi e contro ipotesi - torna a ribadire quanto ha sempre dichiarato pubblicamente: «Credo che una comunità civile e democratica abbia il dovere di essere governata da coloro che ritiene di eleggere». Per quanto riguarda i parametri fissati dal decreto, il commissario prefettizio spiega che «non sono poi così diversi da quelli dello scorso anno», e aggiunge: «È evidente che prima di poter parlare sul serio senza dire fesserie devo fare la valutazione ed il controllo dei conti». L’agenda di Mannino prevede la chiusura del bilancio consuntivo entro la fine di marzo, così da poter mettere mano subito al bilancio preventivo.
«Resta il problema della liquidità», conferma il commissario. E la prospettiva- così lo scenario di qui a breve - è che il primo incasso utile per il Comune sia al 16 di giugno. Nel frattempo va chiusa la trattativa con il gruppo Ferragamo, uscito dalla Viareggio porto dopo che il Comune di Viareggio si è visto annullare la gara per la parziale privatizzazione con sentenza del Consiglio di Stato. Ventitre milioni la cifra totale da restituire (a fronte dei dieci versati dal socio privato al momento di acquistare le quote societarie), ma l’ipotesi è che si possa arrivare ad una accordo per una cifra di poco superiore ai 10 milioni, previo acconto di 1 milione e 800mila da parte dell’ente al momento di siglare l’intesa.
Nel frattempo restano i 50 milioni di mandati di pagamento sulla scrivania del ragioniere capo, Maurizio Nieri, che sarebbe in procinto di lasciare Viareggio e che sul tavolo del commissario Mannino ha da tempo depositato una propria valutazione che andrebbe verso la scelta del dichiarare il dissesto del Comune. Un’ipotesi che aprirebbe uno scenario devastante per la città e per gli stessi dipendenti dell’ente pubblico e della galassia di società partecipate.
È pur vero che in città c’è una parte della politica che spera di non andare al voto. Da quel Pd che non appoggia Leonardo Betti, candidato del centrosinistra, al punto di non partecipare neppure alla prima riunione del comitato elettorale, a quel Pdl che nasconde dietro il mistero del candidato segreto di Giovanni Santini l’imbarazzo di non sapere come dire di no ad Alessandro Santini.
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