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Piazzone, coordinamento unitario dei commercianti
Il mercato di piazza Cavour d’ora in poi parlerà con una sola voce Ma la crisi morde e molti banchi sono chiusi o non pagano da mesi l’affitto
VIAREGGIO. Un coordinamento unitario dei commercianti del mercato di piazza Cavour, per far valere ad una sola voce le ragioni del Piazzone. Si è conclusa così, ieri mattina, l’assemblea dei commercianti del Centro commerciale naturale della città. Voto per alzata di mano, ma nessuno dei presenti all’incontro in Municipio si è detto contrario. Insomma, il Piazzone tenta di rimettere insieme i pezzi dopo i quattro anni di amministrazione Lunardini che hanno visto le voci del mercato frammentarsi tra i seguaci del centrodestra, pronti a credere al “verbo” degli assessori Bucciarelli e Cima, e quelli del centrosinistra. In mezzo, l’esperienza del Consorzio “il Pellicano”, costituitosi con il “bollino” della Regione ma sempre più in difficoltà nell’organizzare iniziative a causa del peso della crisi, da una parte, e della burocrazia dall’altra.
Rispetto al presidio sotto il Municipio di inizio anno - è stato detto ieri - la situazione dei bagni pubblici sembra risolta, c’è maggiore vigilanza nella zona, mentre la verifica sulle superfici effettivamente occupate dai banchi non è ancora stata avviata. Ma su questo più di un commerciante è contrario: al Piazzone non si batte un chiodo e pensare di dover fare fronte anche ad eventuali multe della polizia municipale è impensabile.
Giudizio negativo anche sulla vicenda, tutta aperta, del rifacimento dei banchi come da progetto Piuss finanziato in parte dalla Regione ed in parte dal Comune. «Il Piuss è una favola brutta», commentano amareggiati i commercianti del mercato. Molti dei quali - viene ricordato - «con una mano approvavano il progetto e con l’altra mettevano in vendita i banchi».
Già. Perchè tra i problemi principali che affliggono il mercato di piazza Cavour c’è quello dei tantissimi chioschi chiusi. Che si sommano a quelli che sono in ritardo con il pagamento dell’affitto. Che si aggiungono a quelli aperti, ma con giornate in cui - come si dice - non si fa la prima.
In questa situazione c’è, tutta aperta, la ferita delle pescherie non ancora aperte, anche se assegnata come da bando del Comune. L’Ente pubblico non ha i fondi necessari ad effettuare i lavori che sono a suo carico. Gli assegnatari si sono offerti di procedere in proprio, scalando l’ammontare dall’affitto dovuto. Una soluzione non praticabile, così la risposta del Comune, perché non prevista dal bando. Risultato: i fondi rimangono chiusi e aggiungono degrado a degrado.
Eccolo qui il Piazzone di tutti i giorni. Quello che - ha voluto sottolineare con forza Guglielmo Portaluppi, che da qualche tempo si è messo a disposizione dei propri ex colleghi - «non esiste più se continua nella contrapposizione». Anche Emanuele Pasquini (Confesercenti) ha voluto richiamare all’unità: «Il fatto nuovo è che siamo tutti insieme, oggi. Perché la frammentazione di voci non ha certo aiutato in questi anni...».
Ad ascoltare la voce di una delle zone storiche del commercio e dell’economia cittadina, ieri mattina, si sono fatti vedere in Municipio i candidati a sindaco del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago, Massimiliano Baldini, del Movimento Cinque stelle, Max Bertoni, del centrosinistra Leonardo Betti.
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