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I consigli di Loris: «Salviamo la torretta di Brunello Romani»
Lo sguardo di Marchi da “panchinaro” del corso: «Ma spero di tornare presto anch’io fra i titolari»
VIAREGGIO. Dopo l'assenza (forzata) dalla conduzione del corso mascherato, Loris Marchi ripartirà da Torre del Lago, dove il 23 marzo sarà il presentatore del Gran festival della danza, lo spettacolo in programma al teatro del Pucciniano che vedrà la presenza di stelle del balletto quali Raffaele Paganini o André De La Roche.
E il Carnevale? Per Loris Marchi quello di febbraio è stato un mese da spettatore attento: una occasione che Loris Marchi, dopo ben nove anni di conduzione quale voce ufficiale dei corsi, non si è lasciato sfuggire. Anche se ancora non riesce a comprendere il perché del suo "siluramento". «Probabilmente non avevo sbagliato a non accettare un ruolo diverso da quello del conduttore-animatore, offrendo l'esperienza di tanti anni vissuti sul campo. Tanto è vero che l'ultimo corso ha visto il gradito ritorno di una presenza esperta come Stefano Pasquinucci. Una scelta che ho fatto senza la benché minima polemica, perché credo che il Carnevale di Viareggio sia uno spettacolo davvero unico. Lo spettatore è attento, vuol partecipare, vuol giocare con i protagonisti. Ed ecco allora che negli anni sono nate le "invasioni pacifiche" e da sotto il pennone prima e dalle tribune poi, il tramonto sul mare si trasformava in una "cartolina da Viareggio" molto apprezzata da chi aveva pagato il biglietto».
Approfittando proprio di una edizione passata "in panchina", Loris Marchi scende nel dettaglio. «Credo che la prima postazione sotto il pennone fosse quella ideale perché ti permetteva di illustrare sia lato mare che lato monte. E' un po' come trovarsi su di un palco innalzato sopra il centro del campo durante una partita di calcio. La stessa animazione veniva trasmessa anche da una postazione situata al Royal e, aggiungo, sarebbe fondamentale ripristinare la Torretta e ottimizzare la diffusione della voce e della musica lungo tutto il percorso perché da lì, in onore di chi lo ha fatto per tantissimi anni ed è rimasto nel cuore della gente - e mi riferisco naturalmente a Brunello Romani - si possono raccontare i carri nel pre-corso o informare il pubblico che non deve sentirsi obbligato ad essere in piazza Mazzini».
Poi il giudizio va oltre la semplice conduzione. «Sinergie con il mondo esterno, animazione, coreografie davvero belle e coinvolgenti quest'anno a terra allo spettatore piacciono. Si sente nell'ombelico del mondo ma soprattutto è necessario il gioco di squadra». Una squadra nella quale Loris Marchi spera di rientrare presto. «Beh, ammetto che un possibile ritorno in un mondo dove per tanti anni mi sono sentito a casa, come in un grande salotto con gli amici, non potrebbe che farmi piacere…»
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