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Un anno fa in strada per la legalità

Un anno fa in strada per la legalità

Caprili (Croce Verde): va trovato il punto di rinascita del Varignano

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VIAREGGIO. Un anno fa (era fine gennaio) la fiaccolata che attraversò il Varignano. Fu don Marcello Brunini, parroco della Resurrezione, a chiamare a raccolta la città. La sparatoria avvenuta in pieno pomeriggio, tra la chiesa ed il centro sportivo frequentato da bambini e ragazzi, aveva gelato il quartiere. Zonza difficile, il Varignano. Ma non fino a questo punto. Almeno così si credeva. In tanti attraversarono in silenzio le strade del quartiere che di notte si fa deserto. Fu solo un passo. Perché il tavolo della legalità voluto fortemente da don Marcello ha continuato il suo lavoro. Mettendo insieme l’amministrazione Lunardini (finché è stata in carica), la scuola (l’Istituto comprensivo Lenci), le associazioni (dal circolo “il Fineile” alla Commissione Varignano). Nei giorni caldi del dopo sparatoria fu la senatrice Manuela Granaiola (Pd) tra i primi ad incontrare don Marcello per capire il da farsi. Ieri proprio Granaiola è stata tra i primi a telefonare al Questore, Claudo Cracovia, per ringraziare le polizia di Stato di aver chiuso il cerchio su quell’episodio.

Da quei giorni di sgomento per tutta la città ad oggi - sottolinea Milziade Caprili, presidente della Croce Verde che la tavolo ha partecipato e che ha lavorato in questi anni in stretto rapporto con l’Istituto comprensivo - «resta il problema impellente della ricerca di un punto di rinascita del quartiere». Come Anpas della Toscana - ricorda Caprili - «abbiamo presentato una ricerca commissionata all’università su alcune delle situazioni più difficile delle nostre realtà urbane

e tra queste anche il quartiere Varignano. Da dove, chi si muove per passare il cavalcavia, dice “vado a Viareggio”. E questo è solo uno dei dati che emergono dal lavoro messo insieme».

Ben venga, dunque, l’operazione delle forze dell’ordine che hanno dato nomi e cognomi a coloro che hanno usato le armi in pieno giorno ed i mezzo alla strada come se invece che a Viareggio si psse nel selvaggio West.

«Ma - sottoliena Caprili - nelle testimonianze di chi abita nella zona emerge ancora l’esigenza di avere una maggiore sicurezz». A maggior ragione oggi che la crisi disgrega i settori sociali fortunati, figuriamoci quelli che partono già in condizione di svantaggio.

«Il lavoro fatto dall’Istituto comprensivo Lenci - conclude Caprili - è sicuramento uno dei fattori di cambiamento del quartiere. Così come lo sono il Tavolo delle legalità promosso da don Marcello, ma anche l’attività del circolo di Rifondazione “Caracol” che punta per esempio sui corsi di lingue e sul sostegno scolastico nel pomeriggio».

Dalla fiaccolata ad oggi, a d arresti arrivati, la sensazione è che riavvolgere quel filo che portò a sfilare in strada sia più faticoso.

«Anche per l’assenza dei partiti», sottolinea il presidente della Croce Verde, «che allora c’erano ed oggi invece sembra di no». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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