Il Tirreno

Versilia

Feste, non si rinuncia al vero panettone

di Corrado Benzio
Feste, non si rinuncia al vero panettone

La pasticceria Lombardo ne ha già venduti 360 chili. Eppure il prezzo non scende mai sotto i 20-22 euro al chilo

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VIAREGGIO. C’è in crisi in tutto, anche nei prodotti alimentari di gusto. Ma c’è un prodotto che sembra prendere sempre più piede.

E’ il panettone artigianale, quello prodotto con il lievito madre e magari l’uvetta originale di Pantelleria e i canditi della Sicilia., Costa caro, da Patalani si arriva a 26 euro al chilo per il prodotto base, ma sembra che non se ne possa fare mano.

E così alla pasticceria Lombardo di via Coppino stanno superando ogni record.

«Siamo arrivati a quota 360 chili – spiega Maurizio Lombardo, patron e capo pasticcerie – e le ordinazioni continuano. Noi lo mettiamo 24 euro al chilo, in media con le altre pasticcerie artigianali».

Ma perchè questo boom?

«Intanto noi non possiamo fare pagaroni. Lo scorso anno arrivammo a 250 chili ma avevamo solo il laboratorio e non il negozio di pasticceria. Quest’anno vedo che molte aziende della Darsena ci hanno ordinato il panettone. Lo offrono al posto di altri regali. Del resto è un prodotto italiano, veramente nostro».

Ma nei supermercati si trovano a cifre bassissime, perfino a un euro o poco più.

«Certo la differenza è enorme nel prezzo, ma anche nella qualità e la gente ormai se ne accorge».-

Il panettone artigianale lo trovi da Patalani al mercato come da Gambalunga in via Sant’Andrea, da Gherardi a Massarosa come alla Margherita in centro storico a Pietrasanta.

E ancora lo trovate da Vannucci sull’Aurelia, sempre a Pietrasanta. oppure da Angelo sulla Provinciale a Forte.

«L’importante è che sia artigianale, ma veramente – commenta Francesca della Margherita di Pietrasanta – sulle pasticcerie più importanti della Versilia non credo ci siano problemi di autenticità artigianale. Ma in certi casi il panettone spacciato per artigianale è un classico semindustriale. Che però viene fatto pagare oro».

Ma da cosa si riconosce se un panettone è veramente fatto nel laboratorio dietro il bancone? Come spesso capita, ci vuole occhio e palato.

Michele Marcucci, titolare dell’omonima enoteca di Pietrasanta. lo fa preparare da Paolo Sacchetti, il pratese proclamato pasticcere dell’anno dall’accademia italiana della pasticceria.

«Abbiamo partecipato anche all’iniziativa del panettone d’estate – ricorda Marcucci – offrire il panettone al ristorante significa un ritorno alle origini, ma in un locale non si può certo offrire un prodotto industriale».

Per fortuna non esistono i befanini industriali. Tanti pasticceri hanno già iniziato a lavorarli, anticipando l’antica tradizione, quando si preparavano solo alla vigilia dell’Epifania, come da tradizione viareggina-lucchese.

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