Il Tirreno

Versilia

Ciocche-Puntone, investiti 20 milioni

di Tiziano Baldi Galleni
Ciocche-Puntone, investiti 20 milioni

È la cifra spesa per insediarsi dalle aziende versiliesi Filiè & Pedrini, Ciem, Prade, Nis. Trenta le ditte che entrano nei lotti

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SERAVEZZA. L’area artigianale e industriale Ciocche-Puntone sembra proprio piacere agli investitori locali, oltre che alle piccole aziende della Versilia che ci si stanno trasferendo.

Per uno dei comparti – forse il più grosso che si trova su via Ciocche - quattro aziende, insieme a quattro soggetti privati, hanno sborsato una cifra che si aggira intorno a 20 milioni di euro. Soldi impiegati per comprare i terreni e costruire i capannoni nei quali troveranno spazio circa 30 ditte, perlopiù artigianali e di servizi alle imprese.

Le quattro aziende che hanno investito nel progetto sono tutte della zona: Filiè & Pedrini srl, un’azienda di imballaggi di Pietrasanta, Ciem srl un’impresa edile di Capezzano Pianore, e Prade Srl un’altra società di edilizia. Poi c’è una ditta di Viareggio che produce detersivi e prodotti per la casa. Si tratta della Nis Srl che, se come le altre aziende venderà o affitterà la sua parte di fondi sui quali ha investito e forse se ne terrà qualcuno, a differenza ha deciso di trasferirsi in toto. Nis Srl ha già la propria sede direzionale nel Comune di Seravezza e a breve trasferirà qui anche il reparto produzione. A seguire tutta l’operazione è stato lo studio di architetti di Seravezza di Guido ed Enrico Bascherini. Sono stati loro a stimolare i soggetti a fare un unico investimento per un progetto omogeneo. “Si tratta del carattere peculiare di questo comparto: a differenza di altri (ad esempio alle Bocchette o al Portone a Pietrasanta) avrà il solito linguaggio architettonico senza impattare troppo con l’ambiente circostante”. Il comparto in questione in via Ciocche, adiacente al terreno sul quale l’amministrazione di Seravezza ha appena adottato un piano attuativo, ha una superficie totale di 26 mila metri quadri. Di questi, circa 11 mila sono stati ceduti al Comune, mentre sui restanti 15 mila si stanno costruendo (sono quasi completati) circa 10 mila metri quadri di Capannoni industriali e artigianali. “Ogni struttura, sono sette capannoni, verrà divisa – spiegano gli architetti Bascherini – in altre unità immobiliari per un totale di quasi trenta, nei quali si insedieranno aziende – piccole o medie - industriali, artigianali e di servizi. I lavori dovranno essere consegnati nel 2014, ma qualche azienda riuscirà ad entrare già il prossimo anno”. A quanto pare sembrano essere diverse le società ad aver preso contatto con i proprietari; si parla di catene pubblicitarie e di grafica, una falegnameria che costruisce mobili con tanto di esposizione, produttori di sistemi di verniciatura. E tra gli interessati ci sarebbero anche alcune aziende di Viareggio e alcuni bagni per il rimessaggio delle barche. Attuando questo sistema d’investimento comune c’è stato un risparmio economico? “Il risparmio è stato minimo, perché – continua Enrico Bascherini - abbiamo trovato un terreno cedevole e i lavori per le fondamenta sono costati tantissimo. Inoltre c’è da considerare le opere pubbliche che stiamo realizzando: strada con tanto di rotatoria, parcheggi, spazi verdi e illuminazione per un valore di 700 mila euro. E nonostante ciò sono state pagate le concessioni edilizie. Tuttavia stiamo realizzando una “stoa” (struttura tipica dell'architettura greca antica) industriale che si inserisce benissimo nell’ambiente circostante. Abbiamo usato per la parte bassa dei capannoni una graniglia verde Alpi, che riprende gli spazi verdi circostanti, e nella parte alta una graniglia bocciardata di bianco Carrara, che riprende il colore del cielo”.

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