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Navionics lancia un super navigatore per le piste da sci
Costa cinque euro e si applica all’iPhone. Il fatturato cresce, ma non ci saranno nuove assunzioni
MASSAROSA. Dai fondali marini alle piste da sci. È risaputo che Navionics, leader nella cartografia nautica, sia una realtà ad alto tasso di innovazione: a conferma ulteriore basterebbero i tre riconoscimenti – di tiratura mondiale – ottenuti di recente; ma va oltre ogni aspettativa di originalità l’idea di impiegare tecnologia e competenze, maturate nello scandagliare il mare, al servizio degli amanti della montagna. L’azienda, che chiuderà il 2012 con un incremento di fatturato di poco inferiore al 10 per cento, ha appena lanciato un’applicazione che funge da satellitare per gli sciatori.
La novità. «C’è un’app per tutto» dice la chiusa di uno dei più noti spot pubblicitari che ha lanciato l’iPhone. Navionics l’ha presa alla lettera. «L’idea nasce dal fatto che il 70% di chi va in barca pratica anche lo sci – spiega Giuseppe Carnevali, presidente di Navionics spa – Visto che abbiamo l’innovazione nel Dna, si è deciso di applicare la tecnologia Navionics a un nuovo campo: quello dei servizi. E dato che noi cominciamo dove la strada finisce, non potevamo non pensare alla montagna». Sei in una località da neve e non conosci la geografia delle piste o la dislocazione degli impianti di risalita? Te le illustra, sul tuo iPhone, Navionics ski, così è stata battezzata la nuova “app”, che ha per altro un costo piuttosto: 5 euro. Sei all’Abetone e vuoi dare appuntamento ai tuoi amici, per pranzo, al rifugio? Puoi farlo con un click. Domenica sei stato al Cerreto e hai superato te stesso nella discesa? Poi usare Navionics ski per caricare su Facebook i dati della tua giornata di sci: lunghezza del percorso battuto, velocità massima raggiunta, e documentazione fotografica, ovviamente. Successi mondiali. Sede centrale nella zona industriale di Montramito, altre due sedi – in Usa e in India – uffici sparsi un po’ in tutto il globo (Olanda, Norvegia, Spagna, Inghilterra …), 500 dipendenti nel mondo, di cui un’ottantina nel sito di Massarosa, Navionics ha un fatturato da 10 milioni di euro (il valore si riferisce alla società con sede in Italia), cresciuto di qualche punto nel 2012, un risultato positivo tenuto conto della crisi mondiale. La forza dell’azienda massarosese sta nella capacità di correre lungo la frontiera dell’innovazione. Investe, innova, trasforma: è rapida. È, del resto, il mercato che lo impone, e lo impongono le regole che assicurano il business in un mercato altamente concorrenziale come quello in cui opera Navioncs. I tre riconoscimenti ottenuti di recente dalla società di Carnevali valorizzano proprio questi attributi. Navionics è stata premiata ad Amsterdam, come vincitrice – nella categoria Strumentazione nautica e software – della ventiduesima edizione del Dame Design Award, a margine del Mets, la fiera europea al top per attrezzatura, strumentazioni e sistemi dell’industria marittima; è già ufficiale l’ottenimento di un’altra onorificenza da Boston, mentre a giorni arriverà la notifica dell’arrivo di una “palma” anche da Chicago.
Qui brilla la fiera. Il gioiello per cui Navionics ha ottenuto tanti onori si chiama SonarCharts; tutte le barche hanno un sonar che misura la profondità: se chi va per mare salva i dati registrati sulla propria rotta e li invia a Navionics, grazie al nuovo software, riceverà un’elaborazione di essi con relativo aggiornamento: uno scoglio non rilevato, una porzione di fondale poco scandagliata .. un livello di dettaglio, insomma, senza precedenti; basti pensare che l’azienda di Massarosa procede ad un tasso di mille aggiornamenti al giorno del proprio patrimonio di cartografia marina. «Questi premi ci fanno piacere – confessa Carnevali – ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Il nostro giro d’affari è legato per il 97,5% alle esportazioni. Essere competitivi sul mercato mondiale non è facile, dato che siamo italiani: se qualcuno ci ruba una tecnologia, in Italia passano 15 anni prima che il giudice ci dia ragione, e stiamo parlando di tecnologie che dopo un anno sono obsolete». E poi c’è la zavorra delle tasse, in primis l’Irap (la voce di tassazione più odiata dagli imprenditori, che punisce soprattutto chi ha forza lavoro stabilizzata): «Quando io guadagno 1 euro, due terzi di esso vanno nelle casse dello Stato: me ne rimane un terzo da investire, mentre i miei competitor stranieri possono contare su due terzi di quanto incassano».
Assunzioni. Anche in tema di potenziamento del numero di dipendenti – Navionics ha intenzione di assumere? – Carnevali si sente costretto a dover mantenere un passo felpato: «Siamo stati i primi ad andare in India, dodici anni fa, ma da circa tre anni abbiamo riportato in Italia il comparto dello sviluppo software – in questo momento ci sono molte difficoltà e dobbiamo essere quanto mai prudenti». Il che equivale a dire che, almeno per il momento, il patron dell’azienda di cartografia nautica non ha intenzione di commissionare colloqui di lavoro alle Risorse umane.
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