Asl, caos sui maxi-stipendi «Non sono più tollerabili»
È bufera dopo i 110mila euro annui assegnati al nuovo direttore amministrativo Cittadini e sindacati: «Anche i manager devono fare i sacrifici che facciamo noi»
di Matteo Tuccini
VIAREGGIO
Il malumore che circola nelle corsie e nelle sale d’aspetto, a proposito dei sacrifici sempre più pesanti imposti alla sanità pubblica, aspettava solo un detonatore. E puntualmente l’occasione è arrivata.
Ha fatto arrabbiare molto lo stipendio che l’Asl 12 Versilia verserà al nuovo direttore amministrativo Paolo Gennaro Torrico: 110mila euro lordi all’anno, 20mila in più del suo predecessore Claudio Rapalini. L’azienda sanitaria (si legge nel box sotto), si difende spiegando che si tratta di una cifra riservata a tutti i direttori amministrativi delle Asl toscane. Così non era, però, per Rapalini fino alla conclusione del suo incarico, avvenuta lo scorso lunedì 3 dicembre. E comunque è solo un aspetto della questione, che chi dirige la nostra sanità forse non ha ancora colto. A differenza di cittadini e sindacati dei lavoratori della sanità.
Lo spiega a lettere chiare Laura Del Freo, dipendente Asl e rappresentante sindacale della Cgil, con una nota pesante. Che distingue in maniera precisa tra legittimità di una stipendio ed eticità dello stesso.
«Sulla questione dello stipendio del direttore amministrativo - scrive Laura Del Freo nel suo comunicato - la precisazione della direzione, fatta sul nostro sito aziendale e inviata anche ai giornali, è legittima sotto l’aspetto giuridico ma non è sufficiente per giustificare “l’aspetto etico”. Dovremmo commuoverci nell’apprendere che per questi “poveri” direttori non c’è stato “nessun incremento stipendiale dal 2001”? E cosa dovrebbero dire i lavoratori ed i cittadini che vivono con stipendi “da fame”?».
«A fronte di stipendi così alti - prosegue la nota di Del Freo - come giustifica la direzione aziendale le scelte di tagliare risorse per le cooperative e gli appalti che garantiscono servizi importanti per la sanità? Come giustifica il mancato turn-over del personale, le mancate sostituzioni delle gravidanze e dei lunghi certificati?Come giustifica i disagi dei lavoratori e i ticket imposti ai cittadini per sanare bilanci in rosso di cui non sono responsabili?».
«È banale dirlo, ma c'è bisogno di scelte responsabili e coraggiose che rispondano a logiche di rispetto dei cittadini; in particolar modo delle categorie più deboli. E non mi rivolgo solo ai nostri direttori ma anche al consigliere regionale, all’europarlamentare della Lega e al consigliere del Pdl che ora si innalzano a ruolo di"paladini” della sanità».
Lega e Pdl, infatti, avevano attaccato l’Asl per lo stipendio del direttore. «Voglio essere provocatoria - replica Del Freo - perché non si tagliano anche loro i propri emolumenti? Indubbiamente anche la formazione di sole tre aziende per Area Vasta, la cancellazione degli Estav e “vari altri enti” (non ben specificati dal consigliere) farebbe risparmiare assai tagliando tutti i direttori che avanzano. L’importante - conclude la nota - è che si garantisca e si faccia funzionare al meglio la sanità pubblica, come la nostra costituzione prevede, e si mantengano i servizi e i posti di lavoro».
Nel frattempo in redazione arrivano le telefonate di chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo, e si infuria per stipendi così alti. Che - vale la pena ribadirlo - in molti casi “doppiano” quelli di medici che salvano le vite o aiutano a farle sbocciare.
@matteotuccini
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