La Piccola Atene piace alle griffe Scervino è pronto ad investire
Lo stilista ha fatto capolino nel centro storico per mettere a punto l’apertura di una nuova boutique È l’ennesimo corteggiamento della grande moda, che non sembra più interessata a Forte dei Marmi
PIETRASANTA. Un centro storico che affascina le grandi firme della moda, quello pietrasantino. Nelle scorse settimane il protagonista era stato Giorgio Armani, che fra un rendez-vous culinario dalle parti di Filippo in via Stagi ed uno sguardo, neppure troppo distratto, alla realtà commerciale presente all’interno delle mura cittadine, aveva mostrato un discreto apprezzamento per le peculiarità, non solo artistiche, della Piccola Atene.
Ben altro tipo di interessamento, decisamente più concreto, ha invece manifestato domenica scorsa Toni Scervino, amministratore delegato di un altro marchio che fa la differenza nel campo della moda: quello di Ermanno Scervino. In questo caso lo stesso Scervino - d’intesa con lo stilista Ermanno Daelli - ha voluto toccare con mano la fattibilità di un investimento nel centro cittadino. Sondando costi, fondi commerciali a disposizione e tempistica di un’operazione oggi ancora ferma - è doveroso precisarlo, ad un pour parler. Ma la possibile apertura di un punto vendita di Scervino nel quadrilatero magico pietrasantino, è la conferma, l’ennesima, che le vetrine griffate stanno puntando su nuovi spazi e che Forte dei Marmi - dove proprio Scervino è già presente - rischia di perdere, per tutta una serie di motivi, un’ostentata esclusiva.
Del resto anche un altro stilista di nome, come il britannico Paul Smith, da tempo frequenta Pietrasanta e l’ha scelta come location non solo di soggiorno, ma anche come fonte di ispirazione e lavoro. E non più tardi di una settimana fa uno dei simboli delle vetrine fortemarmine, Mauro Volponi, ha aperto due punti vendita nel centro storico; uno dei quali, a notevole impatto, che si affaccia su piazza Duomo.
Accertato che Pietrasanta piace alle grandi firme, e probabilmente, per una questione costo degli affitti e appeal artistico-culturale, in futuro sarà ancora di più apprezzata, bisognerebbe mettere a fuoco un altro aspetto: la vocazione della Piccola Atene è quella di diventare, dopo sede di un numero infinito di gallerie d’arte, bar e ristoranti, nicchia privilegiata anche per case di moda che fanno tendenza? Il rischio, già sollevato da più parti, è quello di vedere snaturare l’essenza di Pietrasanta, fatta di spontaneità, vivibilità e cultura, già oggi messa a rischio da una vocazione modaiola un po’ eccessiva.
È anche vero che la crisi economica non risparmia nessuna realtà e che il centro storico, al di là di certi periodi dell’anno, sembra segnare il rosso sotto varie voci. Ecco perché non troverete nessun proprietario di fondo, pietrasantino o meno, fare ovviamente lo schizzinoso di fronte alla proposta di subentro o apertura di una nuova attività.
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