Trasporto anziani e disabili, taglio dell’80%
L’Auser: impossibile sostenere i costi da soli. Caprili (Croce Verde): no al ticket su chi in ambulanza va a curarsi
VIAREGGIO. Le associazioni di volontariato della Versilia veleggiano verso il rosso in banca o già ci sono: e a saltare rischiano di essere i trasporti sociali, che garantiscono soprattutto agli anziani soli e con difficoltà di movimento di poter espletare le incombenze quotidiane, a partire dalle visite mediche . «Non ce la facciamo più»: il grido di allarme, che a giorni si trasformerà in una presa di posizione pubblica delle associazioni, è lanciato da Marzio Francesconi, presidente dell’Auser Versilia: «In alcuni casi abbiamo contato anche due anni di pagamenti arretrati da parte degli Enti pubblici. Andare avanti così è impossibile. La situazione peggiore la vivono alcune associazioni della Versilia Nord, Seravezza e Pietrasanta. La migliore resta quella di Camaiore. Ma questo non cambia la triste realtà che questo tipo di servizio stia andando a finire».
Mesi fa - ricorda Francesconi - le associazioni di volontariato avanzarono una proposta alla Società della salute: «Un accordo per determinare un costo trasparente che dagli utenti fosse sopportabile». E che, sommato ai contributi pubblici, permettesse al servizio di sopravvivere. «Ma il direttore della Società della salute non è mai riuscito a sciogliere quel nodo. Il risultato è cheda qui a breve i trasporti sociali saranno ridimensionati per l’80%».
Sono del tutto scomparse, invece, le forme di assistenza domiciliare garantite attraverso il volontariato ad anziani o persone comunque non autosufficienti. Con buona pace delle tante campagne “anziani fragili” nelle quali le Asl si sono cimentate. «Basta un dato - continua il presidente dell’Auser -: con il caldo della scorsa estate, l’unica indicazione che come associazioni abbiamo ricevuto è stato quello di portare l’acqua due volte alla settimana a casa degli anziani. È stata questa la richiesta nel rapporto con le istituzioni... Indegno...».
Le convenzioni tra enti e cittadini che hanno necessità stanno sparendo, «di fatto azzerate». Mentre la Versilia si prepara ad invecchiare sempre più in fretta, tanto che la previsione - sottolinea Francesconi - «è di raggiungere nel 2020 il pareggio nascite/morti. Il che significa dover fare i conti con una popolazione sempre più anziana. Con bisogno, quindi, sempre maggiori proprio sul fronte dell’autosufficienza».
Trasporti sanitari. L’altra faccia della medaglia sono i trasporti sanitari: quelli dell’emergenza, organizzati dalla Centrale operativa del 118 che fa capo all’azienda sanitaria; e gli altri, per accompagnare a chemioterapia, radioterapia, dialisi i cittadini che ne hanno bisogno. «Giovedì tutti i direttori generali delle Asl toscane incontrano il presidente della Regione, Enrico Rossi», annuncia Milziade Caprili, presidente della Croce Verde di Viareggio: «Solo dopo incontreremo il direttore generale dell’Asl Versilia, Baldacchini, come richiesto». Ma - questo trapela - tra le proposte che Firenze potrebbe mettere sul tavolo, anche quella di far pagare un ticket a coloro che abbiano queste necessità di trasporto: «Il trasporto per le emergenze sarebbe garantito e un po’ incrementato - spiega Caprili - e sul resto pagano i cittadini. Bene: io come presidente della Croce Verde annuncio fin da ora che non chiederò mai il ticket a persone che già lottano quotidianamente con la malattia».
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