Il presidio
Oggi la scadenza delle offerte per l’ex Incanto
Entro mezzogiorno la consegna delle buste La base d’asta per l’acquisto è di 3 milioni e 400mila euro
PIETRASANTA. Il termine ultimo è fissato per le 12 di questa mattina. Ed è un termine a cui guardano con non poca preoccupazione gli amministratori comunali visto che si lega alla vendita di un immobile, l'ex Incanto di Tonfano, che se acquistato dai privati potrebbe riequilibrare i conti dell'Ente e garantire quella boccata d'ossigeno vitale per il proseguimento dell'attività di governo cittadino. Sul tavolo ballano 3 milioni e 400 mila euro: a tanto ammonta infatti la base d'asta dell'ex Incanto, stabilita attraverso una perizia esterna: denaro che, in caso appunto di alienazione, servirebbe a Lombardi&co di rispettare il patto di stabilità e di cancellare ogni spauracchio legato a tagli di servizi, blocco delle assunzioni, stop a varie manifestazioni e ancora, probabile impennata delle tasse. In realtà fino a ieri mattina agli uffici di palazzo non era pervenuta ancora nessuna offerta: e se è vero che in questo genere di bandi il privato si fa vivo solo all'ultimo momento è ancor più vero che a parte i concessionari attualmente ospiti dell'ex Incanto - un'agenzia viaggi, un'agenzia immobiliare, un bar-ristorante e ancora uno sportello Gaia - che hanno manifestato un interesse di acquisto, nessun altro soggetto si sarebbe mosso con l'intenzione di comprare.
A rendere il quadro ancora più nebuloso l'esposto a firma del Pdl, inviato nelle scorse settimane a Carabinieri, Procura della Repubblica e Procura della Corte dei Conti, dove oltre a chiedere di conto sulla procedura adottata dalla giunta Lombardi nell'intera operazione, si punta l'indice anche contro il valore del bene ritenuto inferiore al prezzo di mercato. Esposto, quello del Pdl, che a voler pensare male e neanche troppo - come suggeriscono dal palazzo -, sembrerebbe studiato ad arte per impedire la vendita dell'ex Incanto e quindi impedire al Comune di rispettare il patto di stabilità. Con le conseguenze, nefaste, del caso.
Scenario ed ipotesi smentite da Giovannetti e compagnia che insistono sui «movimenti poco comprensibili» dell'intera procedura e sulla necessità che chi di dovere approfondisca. Non è escluso, in caso di mancanza di offerte, un'azione di rivalsa dello stesso Lombardi nei confronti del Pdl. L'accusa? Turbativa d'asta. Non resta che attendere, a questo punto, le 12 di stamani per saperne di più.
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