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L’appello anti-slot I bar non ci stanno a passare per bische
Don Lenzi ha comunque smosso le acque e i titolari dei locali si dicono quasi costretti ad avere le macchinette
VIAREGGIO. Lo sciopero del caffè, nei bar dove ci sono le slot machine, ha colpito. L’appello dal giornale parrochiale della chiesa dei Sette Santi in Darsena di Don Lenzo Lenzi di "boicottare" i bar e gli esercizi commerciali che hanno videopoker prendendo il caffè o il cappuccino in altri posti ha provocato come era logico tutta una serie di reazioni.
Da segnalare che l’appello el parroco della Darsena arriva dopo che pochi giorni fa una barista del Nord Italia aveva annunciato di avere tolto le mangiasoldi dal suo locale, perchp stufa di vedere la gente rovinarsi.
Ma in Versilia l’appello di non Lenzi non trova poi così tanti adepti.
Roberto Vannozzi, presidente dei Commercianti della Passeggiata e titolare del bar Galliano (dove le macchinette ci sono), replica con decisione a Don Lenzi affermando che secondo quanto affermato allora, andrebbero chiuse le autostrade, le rivendite di tabacchi, perchè sono pericolose per la salute della gente.
«Se il parroco afferma che i videopker favoriscono una dipendenza dal gioco e quindi creano pericoli fra le persone, allora anche le autostrade con il traffico che c'è generano pericolo per l'inquinamento, come i tabacchini, perchè vendono le sigarette che sono nocive alla salute. Secondo il ragionamento del parroco, anche le sale Snai andrebbero chiuse, perchè si scommette».
Vannozzi comunque è aperto anche ad una possibilità di toglierle le macchinette dal suo bar.
«Se Il Commissario Prefettizio, Domenico Mannino convocasse tutti i commercianti che hanno queste macchinette e decidesse di eliminarle sarei d'accordo. Però vorrei ribadire un concetto che prima di tutto sono oggetti legali, in quanto riconosciuti dallo Stato e che il guadagno che ne scaturisce per titolari dei bar è solo del 5,5% del fatturato lordo.
«Una riflessione da fare è quella che in Passeggiata spacciano e che la criminalità nella città è in aumento, bisognerebbe non sottovalutare questi aspetti, ripeto che se le macchinette si decidesse di toglierle sono d'accordo.
«Non ho trovato giusta l'uscita del parroco, che invita i suoi fedeli a frequentare locali dove non ci sono i videopoker, è come se invitassi a non andare in chiesa, ma di frequentare le moschee, l'ho ritenuta da parte sua una forzatura».
Dopo due anni che l'ha tenute, il titolare del bar Baldassari in via della Gronda alla Migliarina ha tolto dal suo locale le macchinette. «L'ho fatto perchè avevo un giro di persone che non mi piaceva, quindi per evitare che potessi trovarmi con qualche problema ho preferito farne a meno e dedicarmi esclusivamente all'attività del bar e in questo modo certe frequentazioni sono state eliminate».
Il problema per certi bar sembra proprio questo. Che la presenza delle macchinette talvolta incen tiva un certo tipo di clientela.
Anni fa ci un episodio a Pietrasanta, dove un operaio marocchino su ucciso dal titolare del bar. Era il bar Avio e l’avventore dopo avere giocato alle macchinette e bevuto aveva iniziato a dare fastidio, in primis al titolare del locale. Finì in una tragedia che a Pietrasanta non hanno certo dimenticato. Poi quel bar a due passi dal centro storico ha cambiato gestore e anche nome.
Ma forse il parere più interessante è di un cliente di un bar.
«Ci sono locali dove sono le machinette? Io cerco di evitarli. Non mi piace quel tipo di cliente c he si dissangua alle slot, che non ha nessun rapporto con il locale se non stare lì a giocare in maniera compulsiva. Per me la battaglia lanciata dal parroco della Darsena è giusta: se non amate che la gente di rovini alle slot, è inutile parlare. Si cominci a boicottare i locali. E anche i titolari siano meno ipocriti: ma se rendono così poco come dicono, perchè le tengono e anzi in alcuni casi le aumentano anche?»
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