Il colpo in banca frutta appena 50 euro
I quattro banditi autori della rapina alla Cassa di risparmio di Lucca riescono ad arraffare solo un sacchetto di spiccioli
VIAREGGIO. Avevano studiato il colpo nei minimi dettagli. Ed erano riusciti ad aprirsi un varco per entrare all’interno della banca dal cantiere di lavoro sul retro. Ma tanto impegno è risultato vano: la rapina messa a segno da quattro banditi armati di spranghe ha infatti fruttato la miseria di cinquanta euro. Ovvero poco più di dieci euro a testa.
L’episodio è accaduto ieri pomeriggio poco prima delle 17 all’agenzia sulla via Aurelia al Varignano della Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, alla rotonda ai piedi del vecchio cavalcavia. I quattro banditi - tre uomini vestiti di nero con il passamontagna in testa e un quarto complice vestito con una tuta da lavoro, almeno un paio dei quali con accento del Sud - sono entrati in azione subito dopo l’orario di chiusura dell’istituto di credito. E hanno fatto irruzione all’interno della banca utilizzando un passaggio sul retro ricavato all’interno del cantiere di lavoro.
I quattro malviventi hanno intimato ai sei dipendenti che si trovavano all’interno di consegnare loro tutto il denaro che avevano, ma i dispositivi di apertura a tempo della cassaforte ha di fatto impedito ai rapinatori di poter arraffare l’incasso della giornata. Così i banditi si sono dovuti accontentare di un sacchetto di spiccioli per un valore complessivo di appena cinquanta euro. A quel punto sono scappati via dal punto da cui erano entrati riuscendo a far perdere le proprie tracce.
Pochi istanti più tardi sul posto sono arrivati polizia e carabinieri che hanno subito iniziato la caccia ai quattro uomini con posti di blocco lungo le principali vie di uscita della città. Ma dei malviventi si è persa ogni traccia, anche se pare che siano stati ritrovati degli indumenti che con ogni probabilità sono stati utilizzati dai malviventi per il colpo. E che, insieme ai filmati delle telecamere a circuito chiuso, sono adesso al vaglio della scientifica.
Claudio Vecoli
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