Inseguiti dal Fisco anche sui treni
Gli effetti della rivoluzione “Isee” per gli abbonamenti: per gli utenti in biglietteria rinnovarli è una vera odissea
VIAREGGIO. È il caos alle biglietterie delle stazioni per il rinnovo degli abbonamenti sulla base delle regole stabilite dalla Regione che prevede rincari fino al 20% sui costi per i pendolari là ma solo in caso di redditi medio alti.
Lo confermano gli utenti, che in alcuni casi si sono visti richiedere la certificazione Isee dal personale agli sportelli e in altri, invece, hanno pagato senza aumenti dichiarando fasce di reddito magari più basse di quelle reali. E lo dimostrano le indicazioni, non sempre omogenee, che arrivano dai protagonisti di questa rivoluzione “Isee” sui treni: la Regione e Trenitalia.
Come noto dal primo di novembre è scattato un aumento generale del 10% dei biglietti (anche se quelli chilometrici acquistati prima degli aumenti sono ancora validi ed utilizzabili), ed un rincaro del 20% per gli abbonamenti settimanali e mensili per chi dichiara di avere un Isee superiore ai 36.000 euro. Si è posto quindi il problema tecnico di come questa “dichiarazione” debba essere fatta. Su come, cioè, si debba agire per avere un abbonamento a prezzo non aumentato, qualora se ne abbia il diritto. «Per usufruire di questa agevolazione i viaggiatori dovranno accompagnare il proprio titolo di viaggio, anche da un attestato che indichi la fascia di appartenenza Isee inferiore a 36.151,98 euro - spiega la Regione - Questa attestazione dovrà essere presentata, laddove richiesta, al personale addetto alle rivendite per l’acquisto del nuovo abbonamento, o al personale addetto al controllo a bordo dei mezzi».
Fin qui tutto chiaro. Peccato che nei fatti le cose vadano diversamente. Il alcune biglietterie non è stata richiesta alcuna certificazione: il personale si fida, sulla parola e i controlli vengono demandati - come spiega Trenitalia - non al personale viaggiante (i controllori) ma a personale ad hoc in stazione di cui per ora non si è vista l’ombra.
In altre biglietterie, invece, in assenza di certificazione l’abbonamento è stato rilasciato con l’ aumento, come raccontano gli utenti. «Mi è stato detto che senza la certificazione della fascia Isee avrei dovuto pagare la maggiorazione - racconta uno studente universitario di Pisa – quindi circa 65 euro invece di 54,50».
In ogni caso quanto fa Trenitalia confligge con le disposizioni della Regione. «Da gennaio 2013 – spiegano da Firenze – sarà obbligatoria la presentazione della certificazione già all’atto dell’acquisto. Per questi due mesi c’è la possibilità di presentare anche un’autocertificazione». Che però nessuno chiede anche se «le verifiche - precisano in regione - potranno essere svolte a campione da parte dell’Agenzia delle Entrate» a cui gli uffici regionali Regione passeranno i nominativi di chi si dichiara esente, tanto per i trasporti quanto per le questioni sanitarie e per tutte quei servizi in cui è prevista una suddivisione dei costi in fasce di reddito.
Nominativi che però non si sa bene come arriveranno alle Entrate, visto che nel caso delle ferrovie gli unici dati richiesti sono quelli per compilare l’abbonamento.
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